Altro che crisi, per la prima volta 2 Africane agli ottavi

Anche in questo Mondiale si parla di calcio africano incapace di compiere l'atteso salto di qualità. Una mezza verità, se si pensa che, per la prima volta, l'Africa avrà due Nazionali agli ottavi

Si parla di crisi del calcio africano, ma per la prima volta 2 Africane agli ottavi

Come sempre tra le compagini di cui più si scrive tra quelle partecipanti alla fase finale vi sono quelle Africane e anche quella in corso in terra carioca non ha fatto eccezione.

Come da copione si è discusso, a volte a ragione a volte no, su pregi e difetti delle rappresentanti del continente nero a questo Mondiale, ma alla fine della prima fase qual è il bilancio per il calcio africano? Di primo acchito molti parlano di un "ancora una volta mancato salto di qualità", visto che la Costa d'Avorio, Ghana e il Camerun sono già tornate a casa. Tuttavia pochi se ne sono probabilmente accorti, ma questo passerà alla storia come il primo Mondiale in cui l'Africa ha due sue compagini agli ottavi di finale: sì, perché nelle edizioni in cui l'Africa era giunta agli ottavi (la prima volta fu nel 1986 e l'ultima nel 2010) lo ha fatto con una sola squadra. Quest'anno, invece, saranno come detto ben due le Africane agli ottavi: Nigeria e Algeria. Molti parlano di sorpresa, ma se si guarda il cammino che le ha condotte a giocarsi le partite da dentro o fuori con i Bleus e i Teutonici allenati da Loew, si capisce che il termine "sorpresa" non è pertinente.

La Nigeria, che veniva da fallimenti sia a livello di Mondiali che a livello di Coppa d'Africa, ha affidato il timone della selezione a Stephen Keshi, il quale fu tra gli interpreti di quella Nigeria che a inizio anni '90 entusiasmò gli appassionati del calcio, con la conquista del penultimo trofeo continentale, della partecipazione a Usa '94 (la prima nella storia della squadra africana) e l'oro nelle Olimpiadi di Atlanta '96 a spese dell'Argentina. Il nuovo selezionatore è ripartito con un progetto tecnico totalmente nuovo, puntando sui giovani e su un calcio iper-offensivo. Questa scelta, unita a quella di affidarsi comunque all'esperienza di uomini come Obi Mikel e Enyeama, solo per citarne due, ha fatto si che la squadra tornasse a vincere la Coppa d'Africa e che ora qui in Brasile sia un cliente scomodo per tutti.

Anche l'altra africana che ha passato la tagliola della prima fase, prima volta nella sua storia, ha seguito un percorso simile a quello della Nigeria. Dopo il bruttissimo mondiale di quattro anni fa e l'altrettanto deludente ultima Coppa d'Africa è ripartita da zero affidandosi all'esperto Halilodzic. La sua scelta è stata quella di puntare su elementi giovani e in gran parte cresciuti, non solo calcisticamente, al di fuori dei confini nazionali, in particolar modo in terra francese. Tale cambio di rotta ha pagato, come dimostra il fatto che la compagine guidata dal Bosniaco dal match con la Corea del Sud può gloriarsi del record di essere la compagine del continente ad aver segnato più goal in un confronto di un Mondiale (4) e abbia mostrato, in generale, una maturità tattica e un talento mai visto prima in un'Algeria del passato.

Tuttavia, non vanno taciute le note stonate, che rispondono al nome di Camerun e Ghana più che a quello della Costa d'Avorio, uscita per un rigore al 95°. Eto'o e compagni, eliminati senza aver mai vinto un match, si sono "distinti" per le risse tra compagni in campo e per le diatribe sui premi con la propria Federazione. Il Ghana, oltre alle poche edificanti discussioni tra Federazione e giocatori sui premi (molto triste il "diktat" imposto ai Dirigenti, che hanno dovuto portare 3 milioni di dollari in contanti in ritiro per vedere la squadra scendere in campo contro i Lusitani) si è distinto per le rissa tra Muntari e un dirigente e per gli insulti di Boateng al proprio tecnico. Peccato...Fausto Castellini