Ancelotti verso Madrid con Verratti in valigia

Parigi trema: maxi offerta per trattenerlo. L'addio al Psg forse dopo lo scudetto. Al suo posto Wenger o anche Ranieri Mou alternativa impossibile: è vicino al Chelsea

Parigi - Trionfo e addio, destinazione Madrid. José Mourinho rimane il maestro di questo genere. Dal triplete nerazzurro alla fuga a bordo dell'auto di Florentino Perez. Carlo Ancelotti potrebbe fare lo stesso percorso, probabilmente senza fuga notturna, sicuramente godendosi il trionfo e gli onori per il titolo della Ligue1 che la capitale francese sta aspettando da 18 anni. Secondo il quotidiano francese Le Parisien mercoledì mattina l'allenatore italiano avrebbe comunicato al presidente del club Nasser Al-Khelaifi la decisione di non voler continuare la sua avventura con il Psg. «Carlo Ancelotti prepara le valigie per lasciare Parigi», uno dei titoli del quotidiano transalpino, non lascia spazio a dubbi, anche se la dirigenza del club dovrebbe provare a fare un ultimo tentativo per convincere Carletto a rimanere.

Leonardo, Jean Claude Blanc e Nasser al Khelaifi nelle prossime settimane proveranno a mettere sul piatto una cifra (ben superiore ai 6 milioni dell'attuale contratto) che convinca Ancelotti a rifiutare le avances del Real. Secondo Le Parisien la decisione di andare via «sarebbe ponderata, e non avrebbe niente del colpo di testa». Tutto nascerebbe dall' ultimatum lanciato dalla dirigenza alla vigilia della sfida di Champions con il Porto (4 dicembre) «Se perdi sei licenziato». In quel momento il rapporto tra Ancelotti e i suoi datori di lavoro, si sarebbe drasticamente incrinato. Troppo volubili, troppi gli sbalzi di umore legati ai risultati di singole partite, mentre lui cercava di costruire una squadra e di portare avanti un progetto. L'addio dovrebbe essere ufficializzato appena il Psg vincerà matematicamente il campionato (forse già domani sera), così Carletto potrà partire «a testa alta e dalla porta principale», ma le conseguenze di questo distacco, soprattutto nello spogliatoio, sono difficili da immaginare.

Innanzitutto il Psg dovrà trovare un nuovo allenatore, compito tutt'altro che semplice, considerando le ambizioni del club. José Mourinho è l'unico considerato sullo stesso piano di Ancelotti, per carisma e palmares, ma l'ex nerazzurro sembra molto vicino ad un ritorno al Chelsea, dove potrebbe arrivare con Falcao. In caso di “no grazie” del portoghese la dirigenza parigina valuterà altri candidati, tra cui, in prima fila, c'è Arsene Wenger, che a inizio di maggio dovrebbe incontrare i vertici del club. Ma un suo eventuale arrivo nella capitale francese non entusiasma né i tifosi, né la stampa e tantomeno lo spogliatoio, che lo stima per le sue qualità tecniche, ma non lo considera un vincente. Le altre ipotesi che Leonardo e Nasser stanno vagliando, dimostrano quanto sia difficile trovare un sostituto all'altezza di Ancelotti: da Heynckes (improbabile per Le Parisien) a Rijkaard (esonerato recentemente dall'Arabia Saudita), passando per Benitez, Gerets (ex Marsiglia, ora in Qatar) e Claudio Ranieri, che sta guidando il Monaco verso la Ligue1.

Ricominciare con uno di questi vorrebbe dire far ripartire da zero, o quasi, il progetto sportivo. Anche perché senza Ancelotti gli equilibri nello spogliatoio potrebbero cambiare. Si rischia di veder ricominciare i conflitti interni tra i francesi e gli stranieri che avevano caratterizzato la prima parte della stagione, senza dimenticare che qualche giocatore, come Verratti, è venuto a Parigi esclusivamente per essere allenato da Ancelotti (infatti è il primo della lista madrilena dell'allenatore) o che Mino Raiola proprio al Parisien venerdì scorso aveva dichiarato: «Il futuro di Ibra a Parigi è legato a quello di Ancelotti». L'effetto domino non è ancora iniziato, ma Ancelotti è la prima tessera che è già pronta a cadere.