Arriva O'Shea, primo irlandese ct del rugby

Svolta sulla panchina azzurra del rugby:arriva Conor O'Shea

Era in campo nel '97 quando l'Italia battè l'Irlanda a Dublino e iniziò a dare la prima spallata al rugby dei grandi. Oggi è chiamato a riportarla nel rugby che conta. Sarà Conor O'Shea il nuovo commissario tecnico dell'Italia., primo irish a sedere sulla panchina della Nazionale. Fino ad oggi director of rugby degli Harlequins (scudetto 2012, Challenge Cup e coppa anglo-gallese). Più manager che uomo di campo, si è distinto per aver curato molto la crescita dei giocatori dalle accademie all'alto livello. E' qualcosa che serve maledettamente al movimento di casa nostra, uscito con le ossa rotte dall'ultimo Sei Nazioni.

Con lui arriveranno alla corte azzurra altri due pezzi da novanta: il primo è Mike Catt, campione del mondo con l'Inghilterra nel 2003 che curerà il gioco dei tre quarti. L'altro è Steve Aboud chiamato a coordinare il lavoro delle accademie e dei club e trovare una strategia per costruire i talenti da inserire in Nazionale. E' un piccolo terremoto. Anche perché viene in parte sconfessata la strada seguita fino ad ora per gestire l'alto livello. Nel gruppo resteranno De Carli (mischia) e Sanguin (preparatore atletico). Il primo impegno sarà nel tour estivo che vedrà gli azzurri affrontare l'Argentina, gli Usa e il Canada. Presto per chiedergli le sue idee.

Al telefono non va oltre un grazie mille in un italiano ancora da rodare. Ma aggiunge che per ora il suo impegno è quello di portare un altro po' di successi arlecchini. Quando verrà in Italia, vivrà a Sirmione e da lì dovrà fare lo stesso con l'Italia e la sua sindrome da cucchiaio di legno. Non è impresa facile rimettere in equilibrio un sistema tra franchigie, accademie e club.

Commenti

Nano Ghiacciato

Sab, 26/03/2016 - 16:54

Top of the morning and a warm welcome to you Mr O'Shea. Do you mind if we call you Connie? Fai sputare sano sangue ai nostri ragazzi, in senso buono. Abbiamo una bella squadra, e grazie al Cielo per gli oriundi, ma ci sono anche delle belle presenze 100 DOP. Ma non sempre danno il meglio, il massimo. Certamente il Rugby italiano ha problemi o ostacoli fina dalle sue stesse basi. Bisogna dargli una scossa. Gli irlandesi sono gente di cuore e di passione, mi auguro che riesca a dare all'Ital Rugby una bella scossa, nel segno del sano impegno, sacrificio e divertimento. Best of Irish luck to lad. Ex ragazzo, ex rugbysta italiano (quasi ex pure quello) made in Canada/Australia

Ritratto di siredicorinto

siredicorinto

Dom, 27/03/2016 - 08:05

Era ora che in federazione si svegliassero. Aumentare la qualità del rugby italiano, aiutare le squadre minori a fare esperienze internazionali. Ridurre le spese facendo tanti gironi regionali e permettere cosi d'investire meglio le gia scarse risorse delle società. In pratica sviluppare su tutto il territorio italiano un sano , effervescente movimento.