Atlanta 1996. Di Donna, oro incredibileGandola: «Una vittoria che sa di western»

Il tiratore romano conquista l’oro nella pistola ad aria compressa al termine di una gara incredibile decisa soltanto da un sorpasso all’ultimo sul cinese Wang che poi sviene. Gandola: «Nei Giochi con la psicosi da attentato si rialza la testa con una pistola italiana»

Roberto Di Donna, romano, classe 1968, vice brigadiere delle Fiamme Gialle, ha partecipato a quattro Olimpiadi conquistando una medaglia d’oro e una di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta 1996. è allenatore della squadra nazionale juniores di pistola. La sua medaglia fu una delle più rocambolesche e incredibili conquistate dall’Italia nella storia delle Olimpiadi, tiro a segno, specialità pistola ad aria compressa. E Giorgio gandola sul «Giornale» l’ha raccontata così:.«Nei boschi di Rossella O’Hara c’è l’oro italiano. Il primo, non il più atteso, ma quello che (finalmente) dà a tutta l’Olimpiade il fremito sportivo. Roberto Di Donna, ogni tiro un centro. Ed è bizzarro che i Giochi nel mirino della psicosi da attentato rialzino la testa per merito di una pistola italiana. Tre ore di gara, un bersaglio a dieci metri e Tex Willer che non si stanca di farlo a pezzi con il suo ferro da tiro ad aria compressa. È questa la storia semplice di uno sportivo abituato a stare sullo sfondo, mai in prima fila. (...) Sotto la divisa azzurra, lui porta quella delle Fiamme gialle. È finanziere, vive a Negraz, in provincia di Verona, e più di una volta si è occupato di evasione fiscale dentro il ribollire del Nord Est ribelle. (...) Una storia dai colori vivaci, una storia western quella che va in onda sulle colline. Ma il finanziare non se ne fa un problema, tira e spara, spara e tira. Di Donna sa che se il cinese non sbaglia l’oro è perso. E sinora il cinese non ha mai sbagliato. Da buon discendente di antichi mandarini ha aspettato sulla riva del fiume. E adesso tira per ultimo. Ma la tensione lo travolge, il silenzio lo attanaglia, fa solo 6,5. Roba da ragioniere al luna park. Poi si ferma impietrito a guardare quel bersaglio quasi pulito, l’imbattibile ha perso. Poi si accascia privo di sensi, colto da malore in seguito a una crisi diabetica. Per rianimarlo serva la maschera a ossigeno. Profumo Di Donna nella notte italiana...»Giorgio Gandola (22 luglio 1996)