Azzurri solo riserve al gioco delle classifiche

Per l’«Equipe» italiani 12esimi tra le big Nessuno dei nostri tra i primi 11, Chiellini 13°

Magari bisognerebbe fare un salto da un dottore, uno bravo. Non c’è niente di male, del resto le malattie danno sempre dei segnali prima di implodere e il nostro grado di eccitazione ha raggiunto punte sensibili dopo aver sconfitto Belgio e Svezia. Sarebbe bello farsi dare una registrata perché poi ci basta prendere un gol da un certo Brady a sei dalla fine per azzerare tutto e rientrare nel gregge dei malati gravi. Gli altri godono a massacrarci. L’Equipe ci ha schiaffato addirittura al dodicesimo posto fra le sedici qualificate agli ottavi. Carini. Al primo c’è la Croazia, poi Spagna e Polonia, la Francia è all’ottavo. Magari hanno ragione loro, compilano la top undici della prima fase e non c’è neppure un azzurro, lo svizzero Schär meglio di Barzagli, Hummels meglio di Chiellini che è tredicesimo e primo degli italiani. Conte è al nono posto fra i ct. Anche Opta Data ci ha visto grandi protagonisti, nessun italiano nella formazione ideale della prima fase, anche per loro il miglior portiere è il nordirlandese Michael Mc Govern, 31 anni, un metro e novanta, gioca in Scozia nell’Hamilton, Transfermarkt gli assegna un valore di 500mila euro e un contratto in scadenza, ha preso due reti e la sua nazionale è passata fra le migliori terze. Fin qui le opinioni, poi ci sono le statistiche, algide ma incontrovertibili, dopo 36 partite e 69 gol, la maggior parte, 26, segnati nell’ultimo quarto d’ora dei due tempi. I centravanti per ruolo e definizione segnano poco, vanno meglio i subentrati, quasi un quarto delle reti totali è loro e il vecchio Roy Hodgson ha trovato una spiegazione: «Le partite sono sempre più intense e veloci. Ogni nazionale ha 23 giocatori e quelli che non vengono scelti sono scontenti. Quando subentrano sono pieni di voglia di riscatto». Una dichiarazione fatta prima di Italia-Irlanda. Non ci gira bene neppure questa. Leggiamo le statistiche con un certo malessere, ammettiamolo, quasi spulciando lentamente per vedere se c’è qualcosa di azzurro. Niente. Il sito ufficiale della Uefa inserisce al primo posto come protagonista assoluto di questa prima fase a gruppi Dimitri Payet, al secondo Gareth Bale, terzo Toni Kroos. Poi ci sono Ronaldo, De Bruyne, Perisic, Morata, Piquè, Ozil, Hazard, Fabregas, altri. L’uomo assist del torneo finora è il gallese Aaron Ramsey, 25 anni, gioca nell’Arsenal, 1,82, 30 milioni il valore attuale del suo cartellino in crescita esponenziale. Il salvatore della patria, inteso come il difensore che ha compiuto più salvataggi è il portiere islandese Hannes Thor Halldorsson, 1,92, il calcio una copertura, in realtà fa il regista cinematografico e appena chiuderà la carriera, ha 32 anni, tornerà sul set. Intanto è rientrato al Nec Nijmegen per fine prestito, viene via con 400mila euro, ma non è tipo da Mediterraneo. Non riusciamo a primeggiare neppure nelle classifiche avulse, quelle che in fondo contano come il due di picche, tipo il calciatore più veloce dell’Europeo è il francese Kingsley Coman del Bayern Monaco che in una delle tre partite finora giocate ha raggiunto la velocità di 33 chilometri orari. A livello di nazionale non entriamo nelle prime cinque posizioni in nessuna classifica. Miglior possesso palla la Germania con il 65 per cento, poi Portogallo, Spagna, Svizzera e Inghilterra. Nei passaggi a buon fine guida la Spagna, 1.876 su 2.023. Il Portogallo è la squadra che ha calciato di più in porta, 69 tiri in tre gare. Ora, abituati a una sorta di pietismo verso i più deboli, ci innamoriamo ancora di più della nostra nazionale, invisa all’estero, massacrata dalle statistiche e attesa dai ritrovati campioni uscenti della Spagna. E peggioriamo il nostro stato di salute. Loro, gli spagnoli, davanti sono magistrali, grande scuola da far girare la testa, veramente emozionanti. Ma anche dietro lo sono.