Da "Berna" a Dalbert com'è dura la vita dell'ultimo arrivato

Prima giornata con tanti colpi di mercato in panchina: tecnici prudenti o lezione di tattica?

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Strano destino quello degli ultimi arrivati. Ti aspetti che tutti gli allenatori non vedano l'ora di buttare nella mischia gli acquisti sognati e rincorsi per tanto tempo, i toccasana che dovrebbero far svoltare le loro squadre, e invece vai a leggere le formazioni iniziali della prima giornata e scopri che le novità sono tutte in panchina. Strano destino, di conseguenza, anche per chi ha sviscerato sui giornali tutte le nuove probabili formazioni, con tanto di nuovi acquisti evidenziati, e invece si ritrova a fare i conti con tabellini che sembrano quelli dell'anno passato. Già, perché i più sono rimasti tristemente in panca, al massimo sono subentrati a partita in corso. Compreso gente costata fior di milioni, roba da far sobbalzare chi ha dovuto tirarli fuori. Colpa della prudenza eccessiva dei maghi del calcio italiano o di un campionato tatticamente troppo difficile da interpretare, per cui ogni nuovo giocatore, prima di entrare in squadra, deve sottoporsi a un lungo apprendistato tattico? Comunque sia, il sorprendente risultato è questo. Basta scorrere le formazioni del weekend.

Alla Juve Douglas Costa subentra per l'ultimo quarto d'ora, i 50 milioni di Bernardeschi e De Sciglio restano in panchina, al pari di Bentancur, ma per l'uruguagio è normale, ha 20 anni. L'Inter insegue per mesi l'esterno sinistro Dalbert, che però resta a guardare. Nella Roma aspettano Lorenzo Pellegrini, il più continuo dell'under 21 alle finali, almeno in fase offensiva, e il turco Under. Ma restano seduti come il messicano Moreno, incerto in precampionato, e il quotato francese Gonalons. Alla Lazio il montenegrino Marusic, omonimo del goriziano popolare nel basket anni '80, e Di Gennaro, talentuosissimo che debutterà in Europa a 29 anni, dal Cagliari. Nel Napoli il francoalgerino Ounas e Mario Rui, per limitare il turnover dopo Nizza. Al Milan Cutrone è talmente in forma da costringere Andrè Silva alla staffetta di rincorsa. Persino nell'Atalanta Ilicic, che aveva deciso l'amichevole con il Borussia Dortmund, grande acquisto dell'estate bergamasca, in partenza sta a guardare come De Roon e Cornelius, per poi entrare in corso d'opera; il belga Castagne resta invece fisso in panca. Nel Toro fuori dall'inizio Rincon, arrivato dalla Juve (passaggio sempre d'effetto). Sampdoria: il centrale Ferrari, quotato 13 milioni, dal Sassuolo, e l'esterno mancino Murru che nel Cagliari era stato titolare. Nel Genoa panca per Migliore, eccellente nello Spezia in B, Zukanovic, mestierante ex doriano, e Centurion, inatteso ritorno dall'Argentina. L'esterno mancino Di Chiara nel Benevento è solo subentrato. Il Crotone lascia a sedere Ajeti, nazionale albanese. A Udine Bizzarri ha 19 anni più di Scuffet, potrebbe rubargli il posto fra i pali, date le incertezze dell'azzurrino e invece fa il secondo.

Alla Fiorentina entra Zekhnini, non i bravi Biraghi e Pezzella. È invece normale che alla Spal parta dalla panchina Borriello, appena arrivato dal Cagliari, come Matuidi freschissimo juventino. Blaise Matuidi comunque giocherà spesso. Ma tanti degli sbandierati colpi di mercato, c'è da scommettere, resteranno regolarmente a guardare.