Bufera Milan Pippo fa l'offeso. E oggi nuovo test a Firenze

Pippo fa l'offeso: "Sento il sostegno del presidente, mi spiace per i tifosi che leggono bugie". Oggi per i rossoneri nuovo test a Firenze

Adesso Inzaghi fa l'offeso. Che poi è una parte in commedia che poco gli si addice. Perché a Milanello è stato accolto come uno di casa: il giorno del raduno, la sua presenza, al fianco di Barbara e Galliani, fu sufficiente per giustificare l'entusiasmo del popolo. Nei primi mesi della sua nuova avventura è stato trattato con i guanti gialli, come si dice: il gioco non è mai stato esaltante ma i risultati (a 2 punti dal terzo posto fino alla sosta natalizia) di tutto rispetto. E allora se il Milan del 2015 invece zoppica in classifica, gioca molto male, e qualche sua sceltasi presta a più di una censura, perché Pippo adesso fa l'offeso? Perché dopo il 2 a 2 col Verona e quel cambio così chiacchierato (Bocchetti al posto di Pazzini), sono tornati in discussione il suo presente e il suo futuro, adesso popolato di molti pretendenti sulla carta (Conte il primo della lista, Montella il secondo, Sarri che rappresenterebbe il ritorno alle origini).

Inzaghi affronta lo spinoso argomento e lo fa con questa inedita modalità. Basta una domanda: come reagisce dinanzi alle voci di nuovi pretendenti alla sua panchina? La risposta è articolata ma contiene una punta di arsenico: «Io sono concentrato a far bene domenica dopo domenica, sento il sostegno del presidente Berlusconi, non possono bluffare con me, quello che leggo non è rispettoso, non è carino, io ci rido sopra, mi dispiace per i tifosi che leggono cose non vere, io spero di rimanere il più a lungo possibile su questa panchina». Sembra quasi uno sfogo d'antan che chiama in causa non solo gli scenari giornalistici ma anche l'attendibilità delle garanzie provenienti dal club. Pippo fa l'offeso senza interrogarsi se il tutto non sia giustificato dal rendimento scadente del suo Milan, non rinnega per orgoglio il Pazzini-Bocchetti ("non ho bisogno di spiegare alla società, non scherziamo") e anzi continua a ricordare i tanti assenti che stanno per tornare (stasera ci sarà Abate) e che dovrebbero garantirgli un finale di stagione meno tormentato. «Abbiamo bisogno di una grande partita per recuperare quei due punti persi col Verona. Ho fatto rivedere le partite fatte bene da settembre a dicembre: siamo gli stessi». Anche a Firenze Inzaghi non potrà contare su un centrocampo decente (Poli squalificato, De Jong e Montolivo ko): deve inventarsi Van Ginkel (ennesima e forse ultima occasione per conquistarsi qualche elogio) con Essien e Bonaventura nella speranza che la stanchezza dei viola possa consentire ai suoi di avere maggiore vitalità. Nel frattempo le perplessità su eventuali acquirenti del pacchetto di minoranza del Milan trovano in Roberto Formigoni un interprete. «Spero che Berlusconi non ceda a un Thohir, lui è uno che sa di calcio» la dichiarazione del senatore.