Buffon a ruota libera: "Da giovane ero un ultrà ed ho fatto tante caz..."

Il numero uno del Psg Gigi Buffon ha toccato diversi argomenti in una lunga intervista concessa a Vanity Fair: dal suo passato da ultrà, agli scontri prima di Inter-Napoli fino ad arrivare al tema migranti"

Gianluigi Buffon, quando parla, non è mai banale e in una lunga intervista concessa a Vanity Fair ha toccato diversi punti tra cui il suo passato da "curvaiolo": "Ero ultrà, del Commando Ultrà Indian Tips, il nome del gruppo di tifosi che seguivano la Carrarese, ancora ce l’ho stampato sui miei guanti. Incontravo gente di cui si parla tanto senza saperne nulla. Ragazzi normali, sognatori, idealisti. Alcune persone interessanti e qualche deficiente... Da ragazzo covavo una sensazione di onnipotenza e invincibilità. Mi sentivo indistruttibile, pensavo di poter eccedere, di fare quel che volevo. Mi tengo ben stretta la sana follia dei miei vent’anni. Ho fatto le mie cazz..., ne ho assaporato il gusto e in un certo senso sono contento di non essermene dimenticata neanche una".

Buffon ha poi svelato come abbia sempre evitato ogni tipo di droga, tranne quella leggera:"Ho accuratamente evitato di drogarmi e doparmi, al massimo una canna. Semmai ricordo la nuvola di fumo che avvolge i tifosi della Casertana, una nebbia provocata non dai fumogeni, ma da 200 canne fumate tutte insieme: è come se la vedessi ora". Inoltre, l'ex numero uno della Juventus ha poi affondato il colpo sul tema migranti: "Se affonda un barcone a Lampedusa e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell’ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo cosa vengano a fare". Infine, il 40enne di Carrara ha commentato gli scontri avvenuti prima di Inter-Napoli: "È difficile provare a contestualizzare quanto successo a Milano. L’odio è un vento osceno, da qualunque parte spiri, non solo in uno stadio perché ho il forte sospetto che il calcio, in tutto questo, reciti soltanto da pretesto".