Il calciatore Asamoah agli africani: "Fare fortuna restando in Africa"

Africa e migranti: l'esterno dell'Inter, Kwadwo Asamoah, prende posizione sul fenomeno. "Chiunque lavori sodo può farcela a casa propria"

Il neo calciatore dell'Inter Kwadwo Asamoah ha detto la sua sull'immigrazione. L'esterno sinistro, che si è accasato a Milano dopo alcuni anni passati a Torino, sponda Juventus, ha invitato gli africani a cercare "fortuna" lavorando "sodo". Con un distinguo.

Chi scappa dalla guerra dovrebbe poter raggiungere l'Europa, mentre coloro che non sono stati investiti da particolari tragedie dovrebbero valutare l'ipotesi di restare nel continente di provenienza. "Molti africani vogliono andare in Europa per fare fortuna. Il mio consiglio è che possono fare fortuna anche in Africa. Un conto - ha dichiarato Asamoah in questa intervista pubblicata da Formiche - è nelle zone di guerra, allora posso capirlo. Altrimenti non trovo nessuna ragione per cui dovrebbero lasciare il loro paese".

Anche il terzino sinistro sembra farsi promotore di quel "diritto a non emigrare" sostenuto, tra gli altri, da Benedetto XVI: il diritto a poter rimanere nella propria nazione d'origine. "Chiunque lavora sodo - ha aggiunto il calciatore - può farcela a casa propria. Quanti sono gli europei che vengono in Africa e trovano opportunità di lavoro? E allora perché la gente di qua non può farcela ugualmente? Ci sono molti talenti in Ghana – ha chiosato Asamoah – hanno solo bisogno delle persone giuste per essere scoperti e portati avanti". Il riferimento è ai migranti economici, che "scappano" dall'Africa al fine di cercare condizioni migliori per la propria esistenza.

Poi il ghanese, che non ha disputato il Mondiale di Russia per via della mancata qualificazione della sua nazionale, si è soffermato sul proliferare del razzismo in Italia, paese nel quale vive ormai da un decennio: "Io non sono il tipo che si lamenta e non mi faccio frustrare da questi episodi - ha esordito -. Ma non tutti i giocatori africani riescono a tollerarlo. Quando mi trovavo nel Regno Unito o in Francia non capitava spesso. In Italia, invece, ne subiamo tanti. A volte i tifosi dell’ultima squadra in cui ho giocato, che non erano razzisti con me, facevano cori xenofobi ai giocatori neri della squadra avversaria" - ha concluso.

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Ritratto di r.peddis

r.peddis

Mer, 04/07/2018 - 13:31

Bene ...ora dia l'esempio