Cassazione, «l'associazione a delinquere c'è ma i reati di Moggi e Giraudo sono prescritti»

RomaA tarda notte la terza sezione penale della Cassazione, presieduta da Aldo Fiale, ha messo la parola fine su Calciopoli con il dispositivo che ha rappresentato l'ultimo verdetto sulla vicenda iniziata nove anni fa. In ballo c'erano le sentenze emesse dalla Corte d'appello di Napoli, nei due processi celebrati uno con rito ordinario, uno con rito abbreviato, il 17 dicembre 2013 e il 5 dicembre 2012. E il protagonista principale era sempre lui, Luciano Moggi, presente in aula come in tutte le altre udienze del lunghissimo processo durato quasi sette anni. E dalle motivazioni di tale dispositivo, che arriveranno fra un po' di tempo, si potrà capire se i giudici della Suprema Corte hanno condiviso l'impianto accusatorio d'Appello o semplicemente si sono limitati a registrare le prescrizioni. Da qui il capitolo dei fronti civili tra cui la richiesta di risarcimento danni della Juve (443 milioni di euro) nei confronti della Federcalcio.

Nella lunga giornata delle arringhe difensive, terminate intorno alle 19, si era partiti con la requisitoria del procuratore generale della Cassazione Gabriele Mazzotta. E la sua richiesta più importante era stata la prescrizione del reato per lo stesso Moggi e Antonio Giraudo. L'ex dg della Juve in appello era stato condannato a 2 anni e 4 mesi; l'ex ad bianconero, giudicato con rito abbreviato, aveva ricevuto la pena di 1 anno e 8 mesi. Per Mazzotta, anche se prescritta, «è provata l'esistenza dell'associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva come emerge dalle intercettazioni, dal sistema di schede estere riservate e dal perseguimento del fine di predeterminare gli esiti delle partite e la designazione del vertice della Lega Calcio».

Che aveva richiesto la conferma della condanna di un anno per l'ex arbitro De Santis che insieme ai suoi colleghi Paolo Bertini e Antonio Dattilo aveva rinunciato alla prescrizione. Erano loro, sui sette più due guardalinee accusati di associazione a delinquere, gli unici fischietti ancora coinvolti nel processo. Respinti i ricorsi di Lotito e Della Valle, che chiedevano un risarcimento in sede civile, Mazzotta aveva poi parlato della posizione della Fiorentina: «È provata l'attività di dossieraggio» da parte del “sistema Moggi” nei confronti «della parte avversa» al sistema stesso, e cioè proprio «dei Della Valle».