Champions ed Europa League, la Spagna detta legge: Klopp fa il guastafeste

Continua l’egemonia delle squadre spagnole in Europa

Real Madrid e Atletico Madrid ce l’hanno fatta: hanno vinto le rispettive semifinali contro gli inglesi del Manchester City e contro i tedeschi del Bayern Monaco e daranno vita ad una finale di Champions League tutta spagnola allo stadio Meazza. Derby spagnolo e cittadino, dunque, il 28 maggio, mentre 10 giorni prima, il 18 maggio allo stadio St Jakob-Park di Basilea ci sarà un’altra squadra spagnola che proverà a vincere la sua terza Europa League di fila: stiamo parlando dei detentori delle ultime due edizioni, ovvero il Siviglia allenato da Unai Emery.

Nell’atto conclusivo, però, non ci sarà il Villarreal, che non è riuscito a conservare l’1-0 dell’andata, ma bensì il Liverpool di Klopp che dopo aver rimontato il Borussia Dortmund, nei quarti di finale, ha affondato con un secco 3-0, ad Anfield, il sottomarino giallo. Continua l’egemonia delle squadre spagnole in Europa: nel 2014 il Real Madrid vinse la Champions in finale contro l’Atletico, mentre il Siviglia vinse nel 2014, allo Juventus Stadium, la finale di Europa League contro il Benfica. L’anno passato toccò al Barcellona trionfare in finale di Champions contro la Juventus, mentre ancora il Siviglia, contro gli ucraini del Dnipro bissarono il successo dell’anno precedente. In questo 2016 è andata ancora meglio alla Spagna e che ha portato tre squadre all’atto conclusivo e sogna di poter replicare il 2014 e il 2015, Liverpool permettendo.

Nel 2003 tre squadre italiane, Milan, Juventus ed Inter arrivarono alle semifinali Champions League e alla fine vinsero i rossoneri in finale contro i bianconeri. L’anno del Mondiale italiano nel 1990, invece, l’Italia calcistica ha stabilito un record, con quattro squadre in finale, ma su tre competizioni: il Milan vinse la Coppa dei Campioni, la Juventus la Coppa Uefa, in finale contro la Fiorentina, e la Sampdoria si portò a casa la Coppa delle Coppe. Il movimento calcistico spagnolo se la ride e può ritenersi soddisfatto dei risultati ottenuti negli ultimi anni. Una riflessione dovrebbero farsela i vertici del calcio italiano e i club più prestigiosi del bel Paese, dato che da troppo tempo siamo diventati delle comparse e non assoluti protagonisti come avveniva in passato.