Cremona ristruttura lo stadio per beneficenza

Contro il Parma 4mila posti in più. E il patron Giovanni Arvedi devolve l'incasso per la lotta alle malattie rare

Sarà anche un Cavaliere del lavoro, ma - nonostante di mestiere faccia il padrone delle ferriere - la definizione più calzante è «mecenate rinascimentale». L'aria del Lorenzo de' Medici non ce l'ha, ma Giovanni Arvedi, proprietario della Cremonese dal 2007, è una mosca bianca con sfumature grigiorosse nel pallone moderno. Ottant'anni, titolare di un impero dell'acciaio vicino anche a rilevare l'Ilva, è ancora convinto che i conti vadano saldati per tempo e che il calcio abbia delle responsabilità nei confronti delle comunità. E a Cremona, dove la sua fabbrica dà lavoro a migliaia di operai, continuano a scoprirlo giorno dopo giorno.

L'ultimo regalo ai suoi concittadini, dopo quello sportivo della promozione in Serie B e di un girone di andata entusiasmante, il Cavalier Arvedi lo ha annunciato ieri, durante la presentazione dell'apertura della ristrutturata Tribuna Distinti dello stadio Zini: l'incasso del settore durante la sfida di domani col Parma che apre il girone di ritorno sarà interamente devoluto in beneficenza all'Associazione Borgonovo per la lotta alla Sla, ai ragazzi di Occhi Azzurri che si occupano di bimbi affetti da malattie rare e all'associazione MEDeA per l'assistenza ai malati oncologici.

Così, quella che ieri doveva essere una semplice inaugurazione per i lavori portati a termine a tempo di record in soli tre mesi (rifacimento e copertura della tribuna e apertura di 4mila posti in più) si è trasformata dunque nell'ennesimo esempio di come il calcio, se concepito non solo come business, possa rappresentare qualcosa in più, qualcosa di utile perla società. Lo sa bene il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, presente alla conferenza stampa con il presidente del club grigiorosso Paolo Rossi, il direttore generale della Serie B Paolo Bedin, i rappresentanti delle associazioni e il genetista cremonese Riccardo Sabatini con un video dal suo laboratorio di Boston. Perché in questi anni il patron Arvedi ha salvato la squadra, costruito un centro sportivo, finanziato il Museo del Violino; è diventato editore del quotidiano locale la Provincia, ha finanziato una casa di riposo, stretto accordi di collaborazione tra Cremonese e Università di Pavia, aperto i centri di allenamento alla squadra di atleti disabili Pepo Team. Dopo Sant'Omobono, è il più venerato sotto il Torrazzo.

In tempi di proprietà asiatiche, quotazioni in borsa ed emiri, c'è di che fermarsi a riflettere. Perché Cristiano Ronaldo difficilmente si trasferirà allo Zini, ma i tifosi che non se lo possono permettere, possono essere felici comunque. Basta avere un presidente innamorato della sua città.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Ven, 19/01/2018 - 12:32

io di norma non ho molta fiducia dei benefattori !