Genova capitale con i piedi per terra

Pavoletti e Muriel, gol da primato. Ma Juric e Giampaolo non s'illudono

Nel giorno in cui un genovese mette le mani sulla nazionale di calcio, le due squadre della città fanno lo stesso col campionato: dalla Lanterna si guarda tutti dall'alto, ed erano sette anni che non capitava. D'accordo, siamo ancora alla seconda giornata (nel 2009-10 Genoa e Sampdoria rimasero a punteggio pieno anche dopo la terza), ma per ora la classifica del campionato metropolitano fa impressione: i 12 punti di Genova sono quasi il doppio di Roma (7) e il triplo di Milano (4).

Ci sono diverse similitudini in questo momento di gloria, a cominciare dal fatto che entrambe le squadre vengono da una stagione deludente - l'anno scorso i rossoblu finirono undicesimi con 46 punti e i blucerchiati quindicesimi con 40, danzando a lungo sull'orlo della Serie B -, che entrambe hanno dovuto fare un mercato più di quantità che di qualità e che entrambe hanno messo una faccia nuova in panchina.

Juric e Giampaolo sono rispettivamente un croato di Spalato e un abruzzese nato a Bellinzona, ma con Genova potrebbero intonarsi bene: sono persone pragmatiche, preferiscono i fatti alle chiacchiere e ai sorrisi in favore di telecamera. Il loro calcio in qualche modo gli assomiglia: umile ma senza perdere il gusto del gioco, attento alla valorizzazione dei giovani ma senza mandarli allo sbaraglio. Non è un caso se queste prime vittorie sono arrivate soprattutto per mano di due vecchie conoscenze: in attesa di veder sbocciare i vari Ocampos (fin qui ancora deludente), Giovanni Simeone e Praet, che a occhio e croce potrebbero essere i nuovi prospetti più interessanti, per ora gli uomini copertina restano Pavoletti e Muriel.

Il genoano ha vissuto un'estate di sole illusioni: dopo che Conte l'ha snobbato per gli Europei sembrava vicino prima alla Lazio e poi al Milan, che - in un gioco di destini incrociati - ha sedotto e abbandonato sia lui che il mister doriano scegliendo Montella per la panca e Lapadula come bomber di scorta. La doppietta al Crotone gli ha ridato visibilità e ora si è fatto sotto il Napoli, ma ora Preziosi frena: "devo tenerlo, altrimenti retrocediamo!".

Muriel invece sembrava passato di moda. Ancora due-tre anni fa era sul taccuino di tutte le grandi squadre, ma poi la somiglianza con Ronaldo il Fenomeno ha iniziato a riguardare più la silhouette che le accelerazioni brucianti sul campo. A soli 25 anni rischiava di essere già un ferrovecchio, ma la preparazione di Giampaolo sembra averlo rigenerato. Forse c'è ancora tempo per rincorrere la carriera a cui sembrava destinato, forse si può ancora evitare che diventi un altro Cassano.

Eh sì, perché in una Genova che se la gode l'unica faccia triste è quella di Fantantonio: ripudiato da Ferrero, rimosso perfino dal sito ufficiale e costretto a farsi la doccia coi magazzinieri. Domenica non era neanche in tribuna, ieri ha dato buca al presidente con cui doveva discutere la rescissione del contratto e minaccia di restare a dispetto dei santi. Fino a qualche giorno fa le cronache del suo divorzio dalla Samp erano l'unica scheggia di calcio genovese in grado di finire in prima pagina, adesso sembra diventato un problema minore, perché grazie alla sosta c'è un panorama invidiabile da ammirare per almeno altri 12 giorni.

Questa escursione in vetta è un piacevole quanto inatteso diversivo d'agosto. Da bravi pragmatici Juric e Giampaolo sanno già quali sono i veri obiettivi: innanzitutto la salvezza, e poi, nella città in cui - insieme a Roma - il derby è più derby che altrove, ovviamente la supremazia cittadina. A Marassi si incroceranno alla fine di ottobre, e anche se non saranno più in testa sembrerà, come al solito, che si stiano giocando lo scudetto.