Gullit: «Per vincere tenetevi stretto Galliani»

nostro inviato a Shanghai

Ruud Gullit non ha più le treccine da tempo, eppure per i tifosi del Milan è sempre un tuffo al cuore. A Shanghai, per la cerimonia dei Laureus Awards che si terrà stasera, ha parlato anche dell'Italia, quella che ha lasciato e in cui dominava i derby e quella che stenta a riconoscere: «Ciò che è successo col Parma è incredibile. Io mi chiedo: com'è possibile che quel che non va bene per l'Uefa va bene in Italia? La Federazione è colpevole».

Ruud, il calcio italiano sta messo così...

«C'è la crisi economica, ma non è solo questo. I talenti ci sono, il gioco c'è e sono molto contento di quanto sta facendo il mio amico Mihajlovic alla Samp. Però c'è pure mancanza di idee. Partiamo dagli stadi, per esempio».

C'è quello della Juve.

«Appunto. E infatti è l'unica squadra che riesce a competere economicamene in Europa. Per il resto è un disastro e la gente giustamente sta a casa. Vedere una partita del Milan con 20 mila spettatori in un impianto da 70mila è deprimente. Anche per i giocatori».

Arriviamo dunque al suo Milan (quasi) cinese.

«L'interesse per l'acquisto di una parte della società è positivo: guardate cosa succede in Premier League dove i proprietari sono tutti stranieri. Ma non credo che Berlusconi voglia vendere tutto: anzi, credo proprio che resterà, lui è il presidente che ha vinto di più ».

Non ultimamente...

«Capita, è difficile stare al top. E quando mancano i soldi serve una cosa che i milanisti non hanno nel dna: la pazienza. I tifosi hanno vinto tanto e sono viziati».

Pazienza con Inzaghi?

«Non è che si possa mandare via un allenatore ogni anno, guardate cos'è successo anche con Seedorf. Certo, Pippo è giovane e soprattutto ha fatto poca esperienza. Servirebbe tempo: ma ce l'ha?».

Come se ne esce allora?

«Innanzitutto tenendosi stretto Galliani: lui è uno che sa tutto del Milan e del calcio. E poi puntando sul lavoro che sta facendo Filippo Galli con le giovanili: nel calcio di oggi i campioni li comprano in pochi, per cui bisogna crearseli. I risultati arriveranno».

Fra quanto, Ruud?

«Ripeto: bisogna avere pazienza. Forse ci vorranno anni, ma il Milan tornerà ad essere il Milan».