Inter, Conte: "Io creo aspettative e qui non si vince da troppi anni"

Conte è parso motivato e voglioso di riportare in alto l'Inter: "Parliamoci chiaro: a parte rare eccezioni, sono otto stagioni che in serie A non si lotta per il primo posto"

Antonio Conte si è già calato perfettamente nella sua nuova avventura da allenatore dell'Inter con i tifosi che gli hanno già dato fiducia rinnovando oltre 12.000 abbonamenti. Qualche giorno fa era uscita una prima anticipazione della sua intervista a GQ uscita oggi in edicola con Conte che aveva affermato come il suo passato da giocatore e allenatore della Juventus non influirà assolutamente sul suo lavoro all'Inter.

Conte, però, nella lunga intervista concessa ha toccato diversi temi, pronunciando una parola importantissima per i tifosi dell'Inter, Scudetto:"Inter da scudetto? Vede, l’insieme dei risultati che ho ottenuto e soprattutto la rapidità con la quale sono venuti mi hanno cucito addosso una certa immagine. Io creo aspettative. Quando intraprendo una nuova avventura la società si attende molto da me. I giocatori sono fiduciosi di migliorare, i tifosi si aspettano grandi soddisfazioni. Questo significa che devo valutare con estrema attenzione le mie scelte. Ne sono consapevole, e quindi ho già risposto alla sua domanda. Posso accettare all’inizio di avere poche possibilità di vincere, al limite anche l’uno per cento, ma almeno quello deve esserci".

Conte ha poi parlato della presenza influente di Giuseppe Marotta nella sua scelta di andare all'Inter: "Marotta? Ha aiutato, è stata una conferma dell’impressione che avevo da lontano. Marotta è un dirigente che ha vinto tanto, se tu lo cerchi un minuto dopo che la Juve l’ha liberato vuol dire che hai intenzioni serissime, che non lasci nulla d’intentato per salire in cima". Infine, l'ex di Chelsea e della nazionale italiana di calcio ha lanciato la sfida alla Juventus: "Parliamoci chiaro: a parte rare eccezioni, sono otto stagioni che in serie A non si lotta per il primo posto. L’Inter vuole cambiare questo stato di cose, il modo in cui si sta muovendo dimostra la volontà di competere".