Inter, Samuel esclusivo: "Vi racconto tutto su Zanetti, Mourinho, il Triplete, Moratti..."

Walter Samuel ha giocato per ben nove stagioni all'Inter: ha messo insieme 236 presenze e 17 reti. A 38 anni ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo dopo vent'anni di onorata carriera

Walter Samuel

Walter Samuel è un mostro sacro per i tifosi dell’Inter. Il 38enne argentino è stato uno dei più grandi difensori degli ultimi 15 anni, un leader silenzioso che ha vinto tanto con la maglia della Beneamata. In nove stagioni in nerazzurro ha messo insieme 236 presenze e 17 reti conquistando cinque Scudetti, 3 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, una Champions League e un Mondiale per club. In esclusiva per ilgiornale.it, Samuel ha parlato dei suoi anni trascorsi a Milano, della cessione dell'Inter al Suning Commerce Group di Zhang Jindong, del connazionale Javier Zanetti, dell’ex Presidente Massimo Moratti e di tanto altro ancora:

Samuel, a 38 anni è arrivato il momento di smettere con il calcio giocato. Quando ha maturato questa decisione? “Quando ho firmato l’ultimo contratto avevo già l’idea che fosse l’ultimo della mia carriera, non perché mi sentissi male o perché non avessi più voglia: volevo semplicemente uscire di scena e lasciare nella maniera migliore possibile. Ho voglia di dedicare del tempo alla mia famiglia”.

Come sono stati i suoi due anni a Basilea?

"I due anni qui a Basilea sono stati davvero fantastici, è stata una bella esperienza per me, mia moglie e i miei figli. Abbiamo cambiato città dopo nove anni all’Inter…non è normale per noi calciatori fare nove anni in una squadra (ride; ndr). Ho trovato un gruppo meraviglioso e sono davvero contento di aver preso questa scelta perché due anni fa volevo una società che lottasse per vincere qualcosa e che giocasse la Champions League e grazie a Dio abbiamo vinto due campionati”.

Lei è stato uno dei pilastri dell'Inter del Triplete, ci racconta qualcosa di quella squadra?

“Penso che sia la squadra più forte nella quale abbia giocato. Eravamo già un bel gruppo e sono arrivati quei 3-4 giocatori che ci hanno fatto fare il grande salto. Avevamo esperienza da vendere e ragazzi giovani con voglia di arrivare e con tanta fame di vittorie. Tutti volevamo fare la storia: vincere la Champions League con l’Inter dopo tanti anni e ce l’abbiamo fatta. La gioia rimarrà per sempre, anche se ora è parte del passato e bisogna guardare avanti e tornare a quei livelli”.

Eppure dopo il 2010 potevate dare continuità e invece c'è stato un lento declino, cos'è successo secondo lei?

“Non lo so, ora non sono dentro al club e non so come vanno le cose. Io sono stato a Milano fino a due anni fa e posso dire che ci abbiamo provato in tutti i modi a fare qualcosa di positivo ma negli ultimi anni siamo sempre andati in Europa League e non siamo riusciti a vincere o centrare la Champions. Io mi auguro che l’Inter possa tornare in alto nel più breve tempo possibile. La base per me è molto buona, deve mantenerla perché l’obiettivo è vincere lo Scudetto e tornare a disputare la Champions League”.

Cosa ne pensa della cessione dell'Inter ai cinesi del Suning?

“Sono stato sorpreso, tutto è stato così veloce e inaspettato. In televisione ho visto l’immagine di Zanetti e degli altri dirigenti dell’Inter che si trovavano in Cina per la presentazione dei nuovi proprietari: mi ha fatto uno strano effetto. Questo nuovo gruppo, però, mi dà fiducia perché hanno una grande forza economica e mi auguro che grazie a loro l’Inter torni a vincere”

Qual è l'allenatore che gli è rimasto maggiormente nel cuore?

Ho avuto tanti allenatori bravi e tutti mi hanno lasciato qualcosa. Io ho sempre messo il gruppo davanti. Non c’è un allenatore in particolare che voglio mettere in cima ad una lista, davvero non saprei chi scegliere e dunque preferisco non fare nomi”.

Moratti dopo 21 anni esce definitivamente di scena dall'Inter. Com'era il suo rapporto con l'ex Presidente?

Mi dispiace tanto perchè è un uomo che sente l’Inter ed ama il calcio. Penso che un giorno tornerà, o almeno questa è la mia speranza. Si è preso una pausa, (ride; ndr), vediamo cosa succederà in futuro. Per me non sarà facile per lui e la sua famiglia stare lontano dall’Inter. Io, in Italia ho avuto la fortuna di aver giocato per i Moratti e per i Sensi, persone splendide, che hanno sempre anteposto il club prima degli interessi personali”.

Sente ancora Javier Zanetti?

“Certo, lo sento spesso e come lui anche Rodrigo Palacio e Carrizo. Sono in contatto con diversa gente dell’ambiente con i quali ho vissuto momenti belli e brutti e a cui sono rimasto legato: nove anni non si dimenticano”.

Che capitano è stato Zanetti?

“Pupi è molto positivo, divertente, cerca di essere sempre di aiuto agli altri. In una grande squadra bisogna stare calmi anche e soprattutto nei momenti brutti e lui infondeva grande tranquillità e positività. Ora avrà maggiori responsabilità nel suo nuovo ruolo dirigenziale, ma saprà cavarsela come sempre”.

Qual è stato l'attaccante più difficile da marcare e quello più forte con il quale ha giocato?

“Ne ho avuti parecchi che mi hanno fatto soffrire. Shevchenko, Vieri, Trezeguet, Ibrahimovic…dopo averli marcato tornavo a casa ed ero stanco morto (ride; ndr). Però era molto bello affrontare i più forti perché dovevi stare sempre attento e stare sempre concentrato. Ad esempio: Trezeguet toccava mezza palla e faceva gol, incredibile! Ho avuto la fortuna di giocare con tanti centravanti forti, in primo luogo Messi ma poi alla Roma ho giocato con Totti e Batistuta e all’Inter ho avuto la fortuna di giocare con gente del calibro di Eto’o, Ibrahimovic e Milito che per me è un fenomeno”.

Gasperini e Mazzarri sono stati due allenatori non troppo amati dai tifosi dell'Inter, ci può dire qualcosa su di loro?

“Io posso dire che non ho mai avuto problemi con loro. Ripeto, ho sempre messo il gruppo davanti a tutto. Ho sempre cercato di adattarmi a loro e al loro modo di vedere il calcio. I loro sistemi di gioco erano diversi da quelli cui eravamo abituati, ma mai nessuno gli ha mai remato contro. Ci siamo adattati al loro gioco e forse sarebbe stato buono dire certe volte di no ma non l’abbiamo mai fatto. Io anche con Mazzarri ho avuto modo di confrontarmi e gli ho sempre detto che prima c’era il gruppo. Mi è capitato di non giocare ma non ho mai fatto polemica”.

Un altro allenatore che non ha avuto fortuna all’Inter è stato Benitez. Materazzi non perde occasione per stuzzicarlo, i tifosi non l’hanno apprezzato, lei che rapporto ha avuto con il tecnico spagnolo?

“Dopo poco tempo dall’arrivo di Benitez mi sono rotto il legamento crociato e ho avuto poco modo di praticarlo. Il gruppo non ha mai avuto feeling con lui, delle volte succede. C’è stato qualche screzio ma mai davanti a me. Ha pagato i postumi del Triplete e qualche problema avuto con l’ambiente e con il Presidente”.

Mourinho è l'allenatore più idolatrato dai tifosi dell'Inter, ci racconta qualcosa sul suo personaggio?

“Mourinho è stato uno dei migliori allenatori che ho avuto, non posso dire il migliore perché ne ho avuti tanti molto bravi. Lui è davvero un gran personaggio: ci ha motivato, aveva una grande voglia e ci ha portato in fondo alla Champions League. Già nel 2008-2009 uscimmo con il Manchester United ma eravamo consapevoli bastasse poco per fare il salto di qualità e puntualmente la stagione successiva ce l’abbiamo fatta. Quello che abbiamo fatto con Mourinho all’Inter rimarrà per sempre nella storia del club e del calcio italaliano”

Cosa farà Samuel adesso che ha smesso di giocare, tornerà in Argentina o resterà in Italia per intraprendere, magari, la carriera di allenatore?

L’idea è tornare a vivere a Milano per fare l’allenatore ma ancora è presto perché ho appena smesso e voglio prendermi del tempo per riflettere e per rilassarmi insieme alla mia famiglia. Prima mi godo il meritato riposto e dopo vedrò cosa fare della mia carriera: l’idea di intraprendere la carriera da allenatore però c’è”.

Non ha ricevuto nessuna chiamata da parte dell’Inter?

"No, nessuna chiamata, è ancora molto presto (sorride; ndr). Ho appena smesso e poi il club non ha nessun obbligo nei miei confronti in questo senso”.

Vuole mandare un saluto ai tifosi dell’Inter e fare un augurio al club nerazzurro?

Certamente, voglio approfittarne per ringraziare tutti i tifosi nerazzurri che mi hanno sempre sostenuto nel bene e nel male. Ho passato nove anni stupendi a Milano. Ringrazio anche tutto lo staff che lavora dietro le quinte alla Pinetina perché fanno un gran lavoro. Auguro all’Inter di tornare a vincere il prima possibile perché se lo merita e se lo meritano anche i tifosi”.