Italia, è un B&B gigante: capolavoro Brignone, Bassino diventa grande

Federica vince e fa tris in coppa del mondo. Per la ventenne Marta splendido terzo posto

Chiariamo subito: quello che state per leggere non è un articolo distaccato, da cronista che racconta di una bella gara di sci, di un trionfo per l'Italia, di un momento di sport indimenticabile.

No, ve lo devo dire: non sarò obiettiva e ieri, ai piedi della pista di San Vigilio, mi sono comportata come una pazza scatenata. Ho urlato, ho tifato, ho pregato, ho tremato, ho fatto salti di paura e di gioia, ho insomma, nel mio piccolo, dato spettacolo. Nulla però in confronto a quello offerto da Federica Brignone in pista. Federica che, per chi non lo sapesse, è mia figlia, una figlia che negli ultimi mesi mi ha fatto penare: ore e ore al telefono cercando di consolarla, di convincerla che se anche i risultati non arrivavano doveva continuare a crederci e a provarci, doveva allenarsi, ma anche riposarsi, doveva stare serena insomma e godersi la sua vita privilegiata, perché lo sport può essere duro e crudele, ma per chi ha del talento e la voglia di coltivarlo, può anche regalare gioie tanto intense da essere quasi uniche.

Ultimo gigante di coppa del mondo prima dei mondiali. Ultima chance per Fede di qualificarsi. L'Italia a St. Moritz può schierare quattro atlete e finora, in gigante, in quattro sono state più brave di lei. È tesa, tesissima. Nei sei giganti corsi finora ha ottenuto un ottavo e due noni posti, in tre gare è uscita e mentre le compagne brillavano con podi a ripetizione (Sofia Goggia) e grandi exploit (Marta Bassino e Manuela Moelgg), lei si chiedeva perché, se fino all'anno scorso in gara riusciva a dare il meglio, ora quello che per un atleta dovrebbe essere il momento più bello, più esaltante e più atteso, la gara appunto, la mandava invece in tilt.

Sembra ora di parlare di un passato che non esiste più, perché ieri Fede si è ritrovata. Miglior tempo nella prima manche davanti alla numero 1 della stagione Tessa Worley e grandiosa vittoria alla fine, dopo una seconda manche che definire difficile è riduttivo, perché la pista Erta di San Vigilio, al debutto in Coppa del Mondo, non solo è ripida e ghiacciata, ma a metà mattina diventa completamente buia. Mantenere il vantaggio sulla francese e anzi incrementarlo da 15 a 55 centesimi è stato un capolavoro, di cui Fede ha capito il valore solo quando ha tagliato il traguardo, «convinta di aver fatto schifo come sempre quest'inverno nelle seconde manche». E invece

La gioia è stata completata dal terzo posto di Marta Bassino, la piccola Bax, fenomeno di bravura al secondo podio stagionale dopo quello di Soelden, che tagliando il traguardo davanti alle regine dello sci Gut e Shiffrin, quarta e quinta alla fine, aveva fatto battere forte il cuore a Federica che stava ancora lassù in attesa del via. «Salire sul podio assieme ad una compagna di squadra è sempre stato il mio sogno, farlo in Italia è ancora più bello» sono state le prime parole di Fede che ha poi dedicato la vittoria a suo fratello Davide per l'aiuto psicologico che le ha dato nelle ultime settimane. Davide, che da quando è nato, tre anni dopo di lei, l'ha motivata a dare il meglio, l'ha resa competitiva e testarda, ha insomma contribuito a farla diventare una campionessa. Perché lui era più dotato in tutti gli sport. Lei lo adorava ma lo pativa e voleva dimostrare di essere altrettanto brava. Poi, si sa, la vita è strana, il fenomeno Davide si è fermato per una serie incredibile di infortuni e Fede è andata avanti, un passo alla volta, diventando una delle migliori sciatrici del mondo. «Ma non ci credevo più, non mi sentivo all'altezza, non gestivo più pensieri ed emozioni. Che liberazione!». A chi lo dici!