Italia oro nel calcio alle Olimpiadi dei gay

Ad Anversa 5000 atleti di 100 Paesi. Cade un'altra barriera. E gli azzurri del pallone hanno pure lo sponsor

La cerimonia di chiusura si è tenuta ieri, con tanto di spegnimento della torcia olimpica. E con la delusione di chi si immaginava sfilate carnevalesche. Che il Nord Europa fosse uno dei luoghi simbolo della tolleranza lo si sapeva. Al punto da ospitare, ad Anversa, la terza edizione (dopo quelle di Montreal 2006 e Copenaghen 2009) conclusasi appunto ieri, degli World Outgames. Che, detta in parole spicciole, altro non sono che le Olimpiadi gay.

Cinquemila atleti, provenienti da cento paesi che, in dodici giorni, si sono dati battaglia nelle discipline più varie, dal tiro con l'arco, al badminton; dal ciclismo al calcio; dalla pallamano al basket per arrivare, addirittura agli scacchi, al baseball, alle bocce, al tennis (altro sport che ha visto sfilare dignitosamente i colori azzurri), al wrestling, al ballo rigorosamente same sex.

Che il mondo dello sport sia costellato di atleti disposti più o meno a fare outing non è più una notizia. Lo è, invece che, con cadenza quadriennale e, soprattutto, con un crescente successo in termini di adesioni a livello mondiale, ci sia qualcuno che si prende la briga di organizzare dei veri e propri giochi olimpici "alternativi". Nei quali l'Italia quest'anno ha fatto la sua bella figura, nel calcio, arrivando a conquistare l'oro.

Pensare che solo fino a sette anni fa l'idea di una nazionale a undici che uscisse dai canoni (ma forse sarebbe meglio dire dai luoghi comuni) del "rigorosamente etero a tutti i costi" era nei sogni. Almeno in quelli di un gruppo di ragazzi romani, i Black Angels, accomunati dalla passione per il calcio e che, senza ostentazione, hanno fatto di questa disciplina un motivo di aggregazione ed integrazione. Iniziando, ieri, con partitelle stile Scapoli-Ammogliati e arrivando, oggi, sul più alto gradino del podio olimpico. E siccome pure qualche euro fa la sua parte, grazie anche alla sensibilità di un signore che risponde al nome di Giacomo Di Muro che, affascinato dall'entusiasmo di questi ragazzi, ci ha messo lo sponsor, permettendo la nascita della Upaper FC Italy, ecco come si sono "battezzati" i nostri azzurri.

Ora l'appuntamento sarà a Miami nel 2017. Molto prima, però, il prossimo febbraio a Sochi, in Russia, ci saranno i giochi olimpici invernali. Quelli che molti definirebbero "normali". E a margine dei quali già si stanno scatenando polemiche, a causa di una recente legge federale anti gay. Sulla vicenda è intervenuto addirittura Barack Obama, che col collega Vladimir Putin ha già il dente avvelenato per la vicenda Snowden. Forse non sarà proprio Guerra Fredda, ma poco ci manca.