Joe Barone: "Giro di campo con Agnelli? Manco per 2 miliardi"

A margine della presentazione dell'attaccante Pedro, Joe Barone, braccio destro del presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, presenta così la prossima sfida con la Juventus: "Giro di campo con Andrea Agnelli? Manco per 2 miliardi"

"Un giro di campo nel pre partita con Andrea Agnelli? Impossibile. Neppure per due miliardi di dollari". Fanno scalpore le parole di Joe Barone, braccio destro del presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, a margine della presentazione del nuovo attaccante viola, il brasiliano Pedro. La provocazione di Barone arriva pochi giorni prima del match che la Fiorentina giocherà con la Juventus.

Una partita come tante, direbbe qualcuno. E invece no. Perché dagli anni Ottanta viola e bianconeri sono protagonisti di una delle rivalità più accese e infuocate del nostro calcio. Con il nuovo management della Fiorentina, appena subentrato ai Della Valle, che vuole rimanere fedele alla tradizione. "Ci attende una grandissima partita, la squadra si sta preparando e finalmente da venerdì Montella avrà la rosa al completo, potendo lavorare con tutti gli elementi che gli abbiamo messo a disposizione", ha detto Barone, prima di ringraziare il pubblico viola arrivato a 26 mila abbonamenti. "Vuol dire che la città e la tifoseria stanno credendo in noi. La carica che i tifosi ci danno ci fa lavorare in modo molto importante". Poi, dopo i complimenti di rito al nuovo acquisto Pedro - "un grandissimo giocatore, un brasiliano con uno stile molto importante" - la stoccata alla Juventus e al suo presidente: "Fare una passeggiata in campo nel pre partita assieme ad Andrea Agnelli? Impossibile. Nemmeno per due miliardi di dollari. Lo dico per me stesso, non per i tifosi. E su questi ultimi voglio aggiungere che bisogna proteggerli. Ognuno ha la sua storia. Se qualcuno sbaglia, non è detto che sbaglino tutti". Un'alzata di scudi per proteggere la tifoseria viola dalle polemiche che nascono puntualmente a ogni Fiorentina-Juventus. Firenze, si sa, è "degobbizzata". I tifosi viola lo scrivono in ogni angolo della città. Si tratta di una delle tante rivalità sportive del calcio italiano. Ma in realtà, in questo caso, la rivalità trascende in un sentimento ben più forte: l'odio, nato ufficialmente nella stagione 1981/1982 quando la Fiorentina arrivò seconda dietro alla Juve. Per i tifosi viola, uno scudetto rubato per la compiacenza degli arbitri che, all'ultima giornata, annullarono ai toscani di scena a Cagliari una rete a Graziani, mentre alla Vecchia Signora assegnarono un rigore "generoso", trasformato da Brady, nella trasferta di Catanzaro. Senza dimenticare poi il trasferimento di Baggio da Firenze a Torino, con il "divin codino", al suo primo ritorno al "Franchi", a raccogliere da terra una sciarpa viola lanciata dal suo vecchio pubblico. Ma c'è di più. Perché la "Fiesole", la curva dei tifosi più caldi della Fiorentina, è spesso andata oltre lanciandosi in cori infamanti contro le 39 vittime juventine della strage dell'Heysel. Mentre l'anno scorso, un cane sciolto - mai identificato - aveva scritto su un muro vicino allo stadio "Heysel, -39. Scirea brucia all'inferno". Un brutto episodio da cui la società viola aveva immediatamente preso le distanze. Fino all'ultima, clamorosa provocazione di Barone.