L'appello di Vincenza Sicari: "Datemi una diagnosi. Ditemi di cosa sto morendo"

La maratoneta italiana, Vicenza Sicari, costretta a un letto d'ospedale da tre anni, lancia un ultimo disperato appello al ministro Lorenzin e Zingaretti. "Chiedo di poter rifare tutti gli esami"

Vincenza Sicari, una delle maratonete italiane più forti nel nostro Paese, è costretta da tre anni a stare in un letto d'ospedale, ora, lancia un ultimo appello disperato: "Datemi una diagnosi, ditemi di cosa sto morendo".

Vincenza Sicari, oggi, ha 37 anni e non riesce più a muovere nulla dal tronco in giù. Le brccia si salvano, il resto è come se fosse morto. Tutto è iniziato nel 2013 qundo la ex maratoneta ha iniziato a stare male, ad avere la febbre e a sudare di notte. Ad avere formicolii e crampi per tutto il giorno. Poi una polminite e da lì è iniziato il calvario. Vicenza, da quel momento, è stata ricoverata in 15 cliniche diverse, ma nessuno è mai riuscito a capire quale malattia la sta divorando di nascosto. "I medici - diceva a giugno 2016 - non capiscono che malattia mi sta uccidendo, chiedo aiuto al Ministro Lorenzin perché istituisca una comissione medica per studiare il mio caso".

Ma da giugno, anzi da tre anni, non si è mosso nulla. Vicenza Sicari non ha ancora ricevuto una diagnosi completa della malattia che, da tre anni a questa parte, la costringe a passare le sue giornate in un letto di ospedale. Ora, Vinceza Sicari lancia un altro appello disperato per chiedere aiuto. La 37enne, attraverso un video dall'Ospedale Sant'Andrea di Roma, vuole che venga sul suo caso: "L'unica cosa che so è che c'è qualcosa che mi distrugge. Non riesco più a muovermi. Quello che sta succedendo in questo ospedale va al di là di ogni cosa. Chiedo l'intervento di Zingaretti inanzitutto sul Sant'Andrea e che mi dia la possibilità di ripetere tutti gli esami. Non c'è una diagnosi, si parla di malattia neuromuscolare, ma le carte le leggono come fa comodo a loro. Sono certa che qualcosa è stato letto male o è stato trattato con superficilità, non voglio accusare nessuno. È facile mettere sullo psichiatrico, ma la gente così ci lascia la vita. Voglio l'intervento della Lorenzin e Zingaretti. Voglio ripetere gli esami. Ringrazio tutti quelli della Fidal che sono costantemente al mio fianco e provano a salvarmi l vita. E tutti i amici amici e le persone che mi sostegono. Se sono ancora viva è grazie a loro".

Dal 28 dicembre, Vicenza è seguita dagli avvocati Luana Sciamanna e Giorgia La Leggia. "Lamentiamo sia l'assenza che la mancata ricerca di una diagnosi - ha spiegato l'avvocato Sciamanna -. Il suo calvario si protrae da oltre tre anni, da quando Vincenza ha cominciato ad accusare stanchezza muscolare e febbre. Si sono susseguiti ricoveri in diverse strutture in tutta Italia, fino a questo ricovero al Sant'Andrea iniziato il 21 novembre. Vincenza ora è paraplegica, la fisioterapia finora è stata senza esito e non si evidenzia un quadro diagnostico certo. La nostra assistita nel 2014 ha scoperto un timoma, subendo poi la completa asportazione del timo. Un'operazione che non ha portato però allo sperato miglioramento del suo stato di salute. Al contrario, i sintomi si acutizzano, fino alla completa paralisi degli arti inferiori. Un periodo tribolato, durante il quale la Fidal (Federazione italiana atletica leggera, ndr) è stata sempre al fianco di Vincenza".

La Sicari non chiede molto, vuole poter rifare tutti gli esami che le permetterebbero di avere un quadro clinico certo della sua situazione. Questo le basta. "Dalla cartella clinica emerge che dal 21 novembre al 21 dicembre Vincenza Sicari non è stata sottoposta ad alcun trattamento diagnostico o terapeutico presso il Sant'Andrea - ha sottolineato La Leggia -. Il nosocomio di Bari, in cui era precedentemente ricoverata, aveva richiesto una PET total body che è stata realizzata solo il 4 gennaio, quando nonostante la mancanza di una diagnosi, è stata dichiarata dimissibile e le viene prescritto un trattamento riabilitativo e un ausilio psicologico. Viene anche richiesto il consenso per acquisire materiale genetico. Non accusiamo nessuno, chiediamo solo di fare chiarezza".

Nella sua cartella clinica, infatti, non si trovano gli esiti di esami che però risultano fatti in altri ospedali. C'è qualcosa che non torna in questo caso e ora è arrivato il momento di dare una mano a Vincenza. Sulla situazione della Sicari si è espresso anche il presidente della Fidal, Alfio Giomi: "Questa vicenda ci ha coinvolti sul piano affettivo. Oltre me e al segretario generale Fabio Pagliara le sono stati vicino anche tanti rappresentanti della Federazione e dirigenti di società. Abbiamo apprezzato l'atteggiamento professionale del collegio difensivo. Quello che ci auguriamo tutti è che venga dimostrata ancora una volta l'eccellenza della sanità italiana, e si giunga a una diagnosi".

Dopo tante parole è arrivato il momento dei fatti. Vicenza Sicari ha bisogno di una diagnosi. Ora. (Guarda il video)

Commenti

Zizzigo

Sab, 14/01/2017 - 17:11

Perché non provare in un altro Ospedale, per esempio il San Raffaele?

Cheyenne

Sab, 14/01/2017 - 17:29

SE FOSSE UNA NEGRA CHIAMEREBBERO I MIGLIORI MEDICI

Ritratto di gangelini

gangelini

Sab, 14/01/2017 - 17:34

Ma la sig.ra Vicari ha mai dichiarato ai medici le sostanze dopanti che ha ingerito durante la sua carriera di atleta ?

Holmert

Dom, 15/01/2017 - 08:16

La paziente ricoverata in ospedale per malattia ha diritto ad una diagnosi di dimissione che tra l'altro è preciso dovere dei medici e del primario in particolare. Non è accettabile che uno venga dimesso senza che sia stata formulata una diagnosi. Sarebbe interessante sapere con quale diagnosi sia stata dimessa o sia stata formulata per la dimissione. L'elettromiografia agli arti inferiori cosa dice?

Prinzepo

Dom, 15/01/2017 - 10:23

Questa povera donna sono mesi, anni che chiede di essere aiutata. Vogliamo darle una mano, una volta per tutte, finalmente? Non credo che non esista una soluzione. Si parla di andare a colonizzare Marte e non posso credere che non esista una cura per il problema che ha. Se non esiste allora non parliamo di andare su un altro pianeta. Sarebbe ridicolissimo.

venco

Dom, 15/01/2017 - 10:39

Ripeto: indagare su cosa mangiava e quali sostanze energetiche prendeva, e chiederlo anche al suo preparatore.