La Lazio riesce nel sorpasso, solo pari Roma. Tris del Napoli

I biancocelesti travolgono l'Empoli e volano al secondo posto dietro la Juve. Polemiche a Napoli per un gol regolare non assegnato

Operazione sorpasso riuscita per la Lazio che seppellisce di reti l'Empoli e complice il pari della Roma col Torino è al secondo posto in classifica in solitaria.

Lazio-Empoli 4-0

Biancocelesti all'ottavo successo di fila e a dir poco straripanti nel primo tempo. Dopo solo quattro minuti l'undici di Pioli è già in vantaggio: discesa di Cavanda che crossa sul primo palo dove irrompe Mauri di testa che mette il pallone alle spalle del portiere toscano Sepe. L'Empoli tiene bene il campo ma è sempre la squadra capitolina a menare le danze e al trentunesimo arriva anche il raddoppio, frutto sempre di un cross di Cavanda seguito da un colpo di testa, stavolta però di Klose che trova la sua decima rete in campionato. Al quarantesimo si fa male de Vrij, che accusa un problema al ginocchio e deve essere sostituito da Novaretti, ma a chiudere definitivamente i conti ci pensa Candreva, che proprio prima dell'intervallo dai venticinque metri lascia partire un destro che si infila sotto il sette, con Sepe che, non vedendo partire il tiro, può solo raccogliere la sfera dalla rete. Applausi scroscianti dei tifosi laziali per una squadra che gioca un calcio splendido. Nella ripresa la Lazio continua a premere e trova anche la quarta rete: Klose recupera un pallone al limite dell'area, serve Felipe Anderson che vede il suo destro respinto da Sepe, il portiere però non può nulla sul tap in del brasiliano. Poi però la Lazio rimane in dieci per l'espulsione di Novaretti, che rimedia due gialli in dieci minuti, ma nonostante l'uomo in meno i capitolini gestiscono benissimo e portano a casa i tre punti, confermandosi come la maggior candidata a conquistare il posto d'onore dietro la Juventus.

Torino-Roma 1-1

Un pari che sa di sconfitta per la Roma: l'1-1 a Torino equivale a scendere al terzo posto, superata dai cugini rivali della Lazio, e a perdere certezze dopo due vittorie di fila. Il paradosso è che forse, sia pur solo per la mezzora finale della ripresa, si è vista la miglior Roma degli ultimi tempi ma non è bastato per conquistare il successo. I giallorossi pagano l'essersi svegliati troppo tardi contro un Torino comunque tignoso e ben messo in campo. Al 12' del secondo tempo la svolta della gara, l'arbitro Irrati concede un rigore (giustamente assai contestato) ai giallorossi per fallo di Moretti su De Rossi e dal dischetto Florenzi non sbaglia. Il Toro non ci sta, Ventura inserisce Maxi Lopez per Martinez e la scelta si rivela subito vincente con l'argentino che al 19' realizza il gol del pari sfruttando sotto misura un assist di Vives tra le proteste romaniste perché il pallone potrebbe essere uscito prima di arrivare all'ex Catania.

Napoli-Fiorentina 3-0

Non basta una partita per dichiarare guarito il Napoli ma contro la Fiorentina la squadra di Benitez gioca bene, domina e finalizza le occasioni costruite per un 3-0 senza storia. Mertens, Hamsik e Callejon firmano le reti di un successo che consente agli azzurri di scavalcare in classifica la squadra di Montella: 50 punti a 49. Per fortuna ininfluente il gol regolare negato a Higuain (35’) nonostante la palla avesse nettamente varcato la linea. Si tratta dell'ennesimo gol fantasma della stagione non convalidato dall’arbitro Damato tra lo stupore dei calciatori azzurri: l’assistente d’area Di Bello è irremovibile e non segnala all’arbitro che la palla è entrata, sebbene fosse a pochi centimetri dal punto d’impatto del pallone, nella posizione ideale per vedere. A quel punto Neto rilancia, Higuain urla rabbiosamente contro l’assistente d’area ma l’azione prosegue. Finiscono qui le proteste del Napoli in campo, mentre ai tifosi arrivano le voci che è a casa davanti alla tv e si allarga a macchia d’olio la certezza che il pallone sia entrato.

Atalanta-Sassuolo 2-1

L'Atalanta ritrova il miglior Denis e con una doppietta dell'argentino stende un orgoglioso Sassuolo. I nerazzurri tornano alla vittoria (2-1), la prima della gestione Reja, dopo oltre due mesi e possono respirare: i tre punti permettono di salire a +7 sul Cesena e di fare un altro passo verso la salvezza. I neroverdi, lontani dalla loro forma migliore, comunque si battono: il momentaneo pari di Berardi, il migliore del reparto offensivo degli emiliani, non basta. E il Sassuolo deve incassare la sesta sconfitta nelle ultime otto partite.

Udinese-Palermo 1-3

Bella e convincente vittoria del Palermo in trasferta contro un'Udinese sempre più in crisi battuta anche fra le mura amiche dopo lo scivolone col Parma. Prima frazione di gioco tutta di marca rosanero, con i siciliani che mettono alle corde i friulani sin da subito. Il gol del vantaggio porta la firma di Lazaar ed arriva con la specialità del numero sette palermitano, ovvero la bordata da fuori area sulla quale non può intervenire l'estremo difensore bianconero Karnezis. La squadra di Stramaccioni è scossa dalla rete subita e non riesce a reagire, anzi, dopo soli sei minuti il Palermo riesce anche a raddoppiare: perfetto inserimento di Rigoni che servito alla grande da Dybala non sbaglia colpendo di prima con il sinistro. In chiusura di tempo Dybala fallisce addirittura il tris, calciando sul palo dopo aver sapientemente saltato il portiere in uscita. Nel secondo tempo il Palermo non si ferma, anzi, spinge trovando anche il tris con Chochev, che colpisce di testa tutto solo su cross di Rispoli. Il gol della bandiera dell'Udinese porta la firma di capitan Di Natale, che servito in profondità con un destro micidiale non lascia scampo a Sorrentino ma rende solo meno amaro il ko dei bianconeri.

Cesena-Chievo 0-1

Nel giorno del suo 36° compleanno, non poteva che essere Sergio Pellissier a regalare al Chievo Verona il successo che con tutta probabilità mette al sicuro i gialloblù. È proprio una rete dell'attaccante, veterano dei clivensi, a stendere il Cesena nell'anticipo dell'ora di pranzo del "Manuzzi". Tre punti d'oro, successo storico per il Chievo mai vittorioso a Cesena e salvezza ipotecata per Maran. C'è tutto per poter festeggiare, a differenza dei romagnoli: proprio dalla squadra di cui è stato uno dei simboli da giocatore, Di Carlo vede complicare la già difficilissima rincorsa alla permanenza in Serie A.

Commenti

cicero08

Dom, 12/04/2015 - 20:30

avvisate Nicchi che il miglior testimonial della tecnologia che avanza è il suo associato Di Bello e avvisate Pallotta che con il suo trio delle meraviglie (Baldissoni, Garcia e Sabatini) non gli conviene proprio continuare ad indebitare il club. E poi la Lazio è già davanti...

eternoamore

Dom, 12/04/2015 - 20:41

BELLA LAZIO, FORZA CHE SIETE DEI GRANDI E DOVETE METTERLA TUTTA PUR DI VINCERE CON LA IUVE. SEMPRE FORZA LAZIO