Dal Maestro al Principino Marchisio. Agnelli inaugura il nuovo corso

Il presidente saluta Andrea e incorona Claudio bandiera della Juve. E sul rinnovo di Allegri: "Ovvio, ci ha fatto fare il salto di qualità"

Andrea Agnelli

E' una Signora versione «Sliding Doors» tra saluti e conferme, tra quello che sarebbe potuto essere e quello che potrà essere. “Nasce” un'altra Juve con un Pirlo e un Tevez in meno, ma con un Marchisio da leggenda e un Allegri “rinnovato” e sempre più condottiero. Giornata d'annunci con Andrea Agnelli che tiene a battesimo il nuovo corso, una squadra “ringiovanita”.

Il presidente parte dai saluti a Pirlo da quel rapporto «di enorme affetto verso la persona e il giocatore. Alla Juve sarà sempre a casa». Poi tocca a Tevez, oggi l'annuncio del suo ritorno al Boca, e il rapporto è solo «trasparente, dobbiamo anche a lui molto, ma Andrea è rimasto qui quattro anni». Sottinteso era meglio che l'Apache fosse rimasto, e poi con Pirlo la Juve ha ricominciato a vincere, una sorta di mister Scudetto.

Si consuma un virtuale passaggio di consegne tra il Maestro, come ribattezzato Pirlo nel saluto ufficiale bianconero, e il Principino che dice sì per sempre alla Signora con un rinnovo fino al 2019 a 3,5 milioni a stagione più bonus. Una storia iniziata a sette anni e arrivata fino alla prima squadra con l'esordio in Serie B. Passaggio non casuale, Agnelli rivela sul rinnovo del 2011: «Claudio mi disse di non voler essere uno dei pochi a non vincere con questa maglia. Io risposi che non volevo essere l'unico Agnelli presidente a non vincere niente… Ora avrà grandi responsabilità». Marchisio dovrà insegnare cosa è la Juve ai nuovi «ma gli basterà vivere lo spogliatoio per capire». Certo non potrà sostituire Pirlo in campo «perché io sono completamente diverso e poi ad Andrea voglio dire grazie per quanto mi ha aiutato». Alla sua posizione ci penserà Max Allegri che ieri ha firmato il prolungamento al 2017, a 3,5 milioni a stagione, secondo allenatore più pagato della Serie A dietro a Roberto Mancini. Agnelli lo ringrazia così: «Ha fatto fare il salto di qualità alla Juve, il rinnovo è la naturale conseguenza».

Comunque Marchisio sarà ancora in buona compagnia lì in mezzo al campo a sentire l'ad Marotta: “Vidal e Pogba restano. Il nostro mercato è chiuso a meno di eventuali occasioni”. Anche se sul francese Agnelli dice: «Anni fa c'era la ferma volontà di tenere Vieri. Poi, invece, l'Avvocato, mio zio, chiamò Moggi e disse: «Cosa succede?». «Non si preoccupi Avvocato, è incedibile». «Due giorni, era dell'Atletico Madrid. Quindi i miei giocatori sono incedibili il primo di settembre». Quando si inizia a fare sul serio e qui è piena sintonia tra Agnelli e Marchisio: «Ogni anno si parte da zero… Qui il successo più importante è il prossimo. Quinto scudetto di fila, Coppa Italia e tra le migliori otto in Champions, sono gli obiettivi». Nuova Signora, stessa fame.