Mago LeBron, batte Johnson e supera Jordan

James incanta: nona «tripla doppia», è il terzo miglior marcatore di sempre nelle Finals

I campioni in carica, feriti nell'orgoglio dai tre cappotti precedenti e ormai in procinto di venire risucchiati nell'abisso, ieri notte sono risaliti dall'inferno e hanno finalmente messo al tappeto la squadra forse più forte di tutti i tempi. I Cleveland Cavaliers, per l'appunto, hanno travolto, nella loro tana, i Golden State Warriors, rifilando a Curry e compagni un passivo di ventuno punti (137-116 il punteggio conclusivo).

Insomma, per la prima volta in questa serie di finale i campioni hanno gonfiato il petto. Casualmente, è accaduto proprio come quando il pugile è stretto alle corde, a un colpo dal ko. Golden State, infatti, aveva la prima opportunità di rivincere l'anello, chiudendo agevolmente la pratica per 4-0, ma contro LeBron James e compagni questa volta non c'è stata alcuna possibilità.

Dopo un match dall'alto tasso tecnico ma soprattutto agonistico, alla fine dell'incontro si contano sette falli tecnici, i Cavs hanno giocato la miglior partita dell'anno. Perché contro questi Warriors, che prima di ieri notte avevano una striscia di ben 15 vittorie di fila nella postseason, rinfrancati dall'arrivo nella scorsa estate di Kevin Durant (potenziale Mvp delle finali), non c'è altra maniera di batterli se non quella di giocare la partita perfetta.

Partita che, appunto, non è mai stata in discussione, complici i 49 punti (dicasi 49) segnati da Cleveland solamente nel primo quarto (saranno 86 alla fine del primo tempo, primato storico) e una pioggia di triple quasi irripetibile (24/45). Sugli scudi, come sempre, LeBron James, che ha chiuso con 31 punti, 10 rimbalzi e 11 assist: è la nona tripla doppia della carriera nelle Finals, che migliora il record di Magic Johnson fermatosi a otto. E lo scatenato James ha migliorato pure un altro primato, superando un certo Michael Jordan come terzo miglior marcatore di tutti i tempi sempre nelle finali. Il Prescelto continua la sua marcia inarrestabile. Non ha fatto mancare il suo contributo Kyrie Irving, autore di 40 punti e finalmente nel vivo del gioco in questa serie.

Ma ora viene il difficile: sotto 1-3 nella serie, i Cavs dovranno espugnare Oakland lunedì notte per tenere vive le speranze, altrimenti i Warriors si infileranno l'anello al dito per la seconda volta negli ultimi tre anni. Servirà l'impresa.

SAr