Maradona esalta Napoli Hamsik fa esaltare Sarri

Città in delirio per il Pibe, slovacco scatenato Pescara, favola Zuparic: titolare last minute

Napoli - Non è stato il miglior prodotto dell'era Sarri, nonostante il risultato abbastanza rotondo ma sporcato all'ultimo secondo da un rigore evitabile che ha fatto imbufalire Reina. Arriva comunque la terza vittoria casalinga degli azzurri in otto giorni, ad avallare un secondo tempo nettamente migliore rispetto al primo dove a fare la differenza è stato il pressing alto dei pescaresi che non ha lasciato spazi e fiato ai portatori di palla azzurri.

Quasi meglio il Pescara nella frazione iniziale, privo di otto pedine con Zuparic partito in mattinata e arrivato direttamente al San Paolo, e sistemato ordinatamente in doppia barriera difensiva per oscurare il palleggio napoletano di centrocampo. Ritmo basso da parte di Hamsik (comunque il migliore in assoluto) e compagni, senza sbocco sull'out destro e ingabbiati dalle marcature asfissianti degli abruzzesi su Callejon e Insigne, cioè i due esterni. La svolta concentrata nei minuti iniziali della ripresa, dopo che Sarri aveva ordinato un fraseggio più veloce e verticale ai lati di Mertens. E pazienza, tanta pazienza, perché era impensabile che gli abruzzesi potessero correre come dannati anche nella seconda parte.

A segno Tonelli, il difensore dimenticato in panchina per quattro mesi e alla seconda rete in due gare. Bissa Marekiaro Hamsik con un gran sinistro al volo. In mezzo un possibile rigore non concesso su Gilardino, a lungo e fortemente invocato dalla panchina. Il neo acquisto l'occasione clamorosa l'avrebbe sciupata qualche minuto più tardi: su sciagurato assist di Strinic, s'è trovato a un metro da Reina e con la porta spalancata. Palla incredibilmente fuori.

Sul doppio vantaggio il Napoli ha macinato il suo spettacolare gioco, facendo tris con Mertens su azione veloce e tipicamente verticale quando mister Oddo era già negli spogliatoi, espulso per proteste: «Ma io non ho fatto niente per meritare una punizione del genere. Gli allenatori delle big sono più tutelati dagli arbitri». Il rosso gli è stato sventolato da Gavillucci, troppo permissivo nel primo tempo e indeciso nel secondo quando ha dato l'impressione di «compensare» nel metodo e nelle decisioni le incertezze iniziali.

A tempo scaduto il rigore di Caprari che non cambia nulla ovviamente ma evidenzia per l'ennesima volta la fragilità difensiva dei partenopei, autentico neo di una squadra che continua a segnare più di tutti nonostante abbia il centravanti di ruolo (Milik) e quelli di scorta (Gabbiadini e Pavoletti) fermi ai box.

Oltre ai tre punti, la domenica fredda del San Paolo lascia a Sarri anche un grande rimpianto. La presenza di Maradona, attrazione questa sera al San Carlo di uno spettacolo dove l'ex capitano è assoluto protagonista in scena, non passa inosservata. «Spero di incontrare presto Maradona a quattr'occhi. Difficilmente ci riuscirò in queste ore, abbiamo entrambi impegni inderogabili. Napoli è una città fantastica ma Diego resta il suo monumento più bello. Dipendesse da me gli consegnerei le chiavi dello stadio, del Comune, di Castelvolturno oltre che quelle del San Carlo. Rappresenta Napoli meglio di chiunque altro, è il re assoluto. Già so che mi emozionerò quando lo avrò di fronte». Più diplomatica la replica al collega Oddo, che dopo la gara l'ha eletto tra i migliori allenatori del mondo. «Esagera, forse in Italia sì. Ma non nel mondo...».