Messi e l'Argentina, la maledizione continua

Dopo la delusione di un anno fa nella finale mondiale persa contro la Germania, nuovo passo falso per la "pulce". La stampa: "In nazionale non incide come con il Barcellona"

L'espressione di Leo Messi, mentre il cucchiaio di Alexis Sanchez regala la prima coppa America al Cile, racchiude la delusione di un'intera nazione. È l'espressione di un campione che ancora una volta non ce l'ha fatta. È il volto di un campionissimo che ha vinto tutto con il Barcellona ma che con la maglia albiceleste della propria nazionale, ancora una volta, si è fermato a un passo dal traguardo. Messi e l'Argentina: a un anno dalla finale mondiale persa contro la Germania l'incubo è tornato. E i paragoni con Diego Armando Maradona che nel 1986 prese per mano la nazionale e la condusse in cima al mondo tornano a sprecarsi.

Il commento più duro è senza dubbio quello del giornale Ole: «Leo non è stato il migliore del mondo in finale e l'Argentina ne ha sofferto. Avevo bisogno di questo titolo per consacrarsi ma è stato lontano dalla sua versione migliore». Il fuoriclasse del Barcellona è rimasto imbrigliato dalla gabbia costruita intorno a lui dal ct del Cile, Jorge Sampaoli, con raddoppi sistematici appena prendeva palla anche a centrocampo. Il quattro volte Pallone d'Oro ancora una volta non è riuscito a prendere per mano la nazionale albiceleste e trascinarla alla vittoria come riesce a fare nel Barcellona e questo ha inevitabilmente scatenato la critica della stampa argentina. Anche il Clarín non ci è andato leggero: «Messi sembrava perso, lontano dall'area avversaria e con poco contatto con la palla», mentre l'agenzia di stampa Telam ha criticato la partita del capitano: «Lionel Messi, spostato sulla destra, ha sofferto molto la pressione della doppia marcatura a tutto campo».