Milano rincorre Reggio per 40 minuti. Ma in fondo trova il 27° scudetto

I ragazzi dell'Olimpia sbancano Reggio Emilia (70-74) e festeggiano la vittoria del campionato di basket

Kruno Simon, come Zorro, lascia il suo marchio sulla corsa dell’Emporio Armani per arrivare al 27° scudetto, sbancando il castello di Reggio Emilia, una vittoria (70-74) risalendo anche da meno 11, fra onde che il gigante con nervi d’argilla si inventa da solo, bevendo il sale, ma poi ritrovando la luce. Repesa vince il suo secondo scudetto italiano, questo gli arriva da un cielo diverso e sotto stelle diverse. Magico Kaukenas, ancora una volta, bella Reggio Emilia, come sempre, stupendo Menetti come tutti l’anno. Per Milano la notte del 27° titolo trova tanti protagonisti dal Batista che ha sfondato al centro, poi il Gentile scortese soltanto col suo tiro da lontano , ma migliore realizzatore con 17 punti, Simon o professore (15), il Sanders che ha vinto di nuovo il premio come miglior giocatore delle finali, Kalnietis e Macvan nelle rincorse, Cinciarini davanti allo spettro di una passato glorioso, in una stagione difficile. Onore ai vincitori, abbracci e baci per i vinti che meritano la stima di questo strapaese cestistico.

Il Pala Bigi reggiano sembra un rifugio atomico per credenti che non sentono la fede per la chiesa pallonara. Dalla catacomba non si sente nulla, solo il rumore di ossa che si scontrano. Milano cerca il cuore di Reggio con Batista, ma per Menetti vale l’accoppiata Aradori- Veremenko, anche se è Milano avanti dopo 10’:19-21. Gentile in cattedra, ma il suo lanciafiamme da 10 punti trova amianto e quando si scatena Peter Pan Della Valle ecco che si sente soltanto il tuono della voce di Repesa irritato dalla non difesa di Sanders. Reggio Emilia piazza un parziale di 14-0 dove si rivede il Kaukenas rapace, scappa via, incatena i paggi stanchi dell’Emporio: 38-29 dopo 20’ dove Milano va sotto anche a rimbalzo. Volano calabroni e schiaffi, ma, per fortuna, i tiri liberi sono pochi: 2 su 2 Reggio, 3 su 4 Milano. La Milano narcotizzata del secondo quarto (8 punti) viene rianimata dagli errori del solito Veremenko che si mangia la dote da sotto e scatena la reazione di Milano, un 7-0 riequilibratore nel terzo tempo dove se fossimo sul ring gli allenatori avrebbero il diritto di tirare la spugna. Nel 12 a 10 per Reggio (50-45 dopo 30’) purtroppo per lei il 4° fallo da scoppiatura di Lavrinovic.

Milano ritrova la sua strada mentre Reggio lascia la fionda solo nelle mani di Kaukenas, gli altri sono sfiniti. Simon ricama come sempre, apre e chiude la corsa, Sanders vola, l’Emporio scappa con il 27° scudetto nelle mani, Della Valle prova a dare l’ultimo brivido, ma Milano ha il suo tesoro e chiude vincendo 70-74 la sesta e decisiva sfida, occupando il vecchio castello difeso ancora con orgoglio da un’avversaria che ha nascosto tutte le sue debolezze, trovando fiori nei cannoni di una nemica più grossa, più ricca in tutto. Milano in braccio ai fedelissimi che l’hanno seguita, Reggio sulle spalle di un popolo che gli ha voluto davvero bene.

Commenti
Ritratto di drazen

drazen

Mar, 14/06/2016 - 12:02

Come con Venezia, lo scudetto lo hanno vinto gli arbitri, favorendo vergognosamente Milano!