Il mondo della boxe piange Hague: morto dopo 2 giorni di coma

Hague era stato colpito duramente da Braidwood nel match disputato ad Edmonton sabato scorso. Le sue condizioni erano apparse subito critiche

Il mondo della boxe piange Tim Hague: il canadese, 34enne, si è spento dopo due giorni di coma dopo il durissimo colpo ricevuto da Adam Braidwood. L'incontro si era tenuto, sabato scorso, ad Edmonton: Hague, con una passato nelle arti marziali miste e nell’Ufc, era parso subito grave e dopo due giorni di agonia è morto nel letto dell'ospedale Royal Alexandra, in Canada. Hague, 1 metro e 93 per 120 chilogrammi, è deceduto in seguito ad una massiccia emorragia cerebrale che non gli ha dato scampo.

Come detto, Hague aveva iniziato cone le arti marziali miste nel 2006 e tre anni più tardi, nel 2009, aveva preferito passare aIl'Ultimate Fighting Championship, dove aveva ottenuto un solo successo e 4 sconfitte in 5 match disputati. Già nel 2011 subì una forte commozione cerebrale e decise di optare per un periodo di riposo anche se subito dopo aveva deciso di diventare un pugile professionista.

Commenti

ziobeppe1951

Mer, 21/06/2017 - 13:48

E la chiamano "nobile arte"

Una-mattina-mi-...

Mer, 21/06/2017 - 14:41

Ho visto l'incontro. Già dall'inizio Hague era malfermo, secondo me non stava bene. Scandaloso soprattutto che l'arbitro non l'abbia fermato dopo il secondo conteggio, ma abbia di fatto tollerato ben 5 atterramenti. Una vera esecuzione: l'arbitro va radiato e processato

Ritratto di Trasibulo

Trasibulo

Mer, 21/06/2017 - 15:45

Attenzione,Ziobeppe: questa roba qua con la boxe autentica (quella di Mohamed Alì e di Nino Benvenuti, per intenderci) non c'entra assolutamente niente...quella poteva a buon diritto essere definita una nobile arte.

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mer, 21/06/2017 - 15:48

Rischi del mestiere.

Giorgio Rubiu

Gio, 22/06/2017 - 10:57

La boxe deve essere regolamentata di nuovo ed i suoi fans debbono essere educati di conseguenza.Nella scherma,arte marziale per antonomasia si vince senza bisogno di sbudellarsi.Nella lotta (d'ogni genere, incluse quelle asiatiche) si vince ai punti e per "schienata". Nessuno muore,tutt'al più qualche rara fratturata.Nella boxe non si muore spesso,ma sempre si fanno danni che risultano irrimediabili. Specialmente quelli cerebrali.La gente vuole il sangue ed il KO, ed è così che ci scappa il morto.