Mr Li pronto a cedere il 30 per cento

Non vuole che il Milan finisca al fondo Elliott e apre a un socio straniero

È cominciato il conto alla rovescia per il Milan cinese, stretto nella morsa tra la scadenza del 30 giugno (aumento del capitale sociale di 30 milioni richiesto dal cda) e l'appuntamento con l'Uefa per il financial fair-play. Il viaggio lampo di Yonghong Li a Milano nella settimana scorsa ha avuto e sta procurando sviluppi interessanti. L'azionista cinese si è finalmente piegato alla necessità di imbarcare un socio, magari disponibile pure a salire nel tempo come quota, pur di evitare di finire nelle braccia del fondo americano Elliott. Quest'ultimo, tra l'altro, in vista di un eventuale mancato conferimento dell'aumento di capitale che gli consegnerebbe la guida immediata e il controllo azionario del club rossonero - ha già cominciato a fare qualche sondaggio nella previsione di cambiare il management (Paolo Maldini il candidato eventuale a occuparsi dall'area tecnica). Per evitare questa prospettiva, Yonghong Li ha preso in esame alcune proposte che solo qualche mese fa aveva orgogliosamente rifiutato.

Ce ne sono di gruppi italiani ma anche e soprattutto di stranieri, forse quest'ultimi i più accreditati per forza economica e affidabilità. Riserbo assoluto invece sul conto delle rispettive identità perché una sola fuga di notizia potrebbe compromettere il negoziato che in queste ore è finito sul tavolo di banche d'affari e di studi legali specializzati in diritto societario. Le dimensioni dell'operazione non sono da 50 milioni, per intenderci perché si tratterebbe di garantire anche il futuro del Milan e della sua gestione. L'ipotesi sul tavolo quindi è quella di un socio al 20-30% che sia in grado, eventualmente, di salire successivamente. In definitiva Yonghong Li ha fatto questo ragionamento: piuttosto che correre il rischio di perdere tutto consentendo a Elliott di ritirare il Milan, meglio far accomodare un socio a casa Milan.

Secondo le voci che si rincorrono sul tema, lo sbocco definitivo dovrebbe avvenire entro la fine di giugno e non necessariamente prima dell'appuntamento di Nyon, dove c'è il rischio fondato di vedere il Milan escluso dall'Europa league. Certo rimarrebbe come ultima spiaggia il ricorso al Tas di Losanna. Nelle ultime ore molti voci e ipotesi hanno preso a circolare tra i media, da ultimo anche quella di un interessamento di Enrico Preziosi, presidente del Genoa, il quale ha smentito decisamente.

Commenti

cicero08

Dom, 10/06/2018 - 12:03

ma così verranno meno le fassonate?