Nibali all'assalto della Liegi e della storia Solo Merckx l'ha vinta dopo la Sanremo

Ma anche Valverde insegue la leggenda: 5 "Doyenne" come il Cannibale

Sarà uno degli osservati speciali, quindi Vicenzo Nibali non potrà certo giocare la carta a sorpresa. Anche se con il siciliano non si può mai sapere, perché qualcosa è capace di inventarsi sempre.

Oggi va in scena l'edizione numero 104 della Liegi-Bastogne-Liegi, la classica monumento più vecchia della storia, nata nel 1892 e vinta dagli italiani per dodici volte, la prima nel 1965 con Carmine Preziosi. Dopo di lui Silvano Contini (1982), Moreno Argentin (1985, '86, 87 e '91), Michele Bartoli ('97 e '98), Paolo Bettini (2000 e 2002), Davide Rebellin (2004) e Danilo Di Luca, nel 2007. L'ultimo che è arrivato vicinissimo a vincerla, neanche a dirlo: Vincenzo Nibali, secondo nel 2012, alle spalle del kazako Iglinskij.

È la Doyenne, la più anziana delle classiche, che chiude ufficialmente la campagna del nord per lasciar posto ai grandi giri (il via del Giro d'Italia il 4 maggio da Gerusalemme). Nella storia, neanche a dirlo, Eddy Merckx, che ne ha vinte cinque, e appena dietro, con quattro, il nostro Moreno Argentin e Alejandro Valverde, che oggi potrebbe entrare nella storia con una fantastica cinquina affiancando il Cannibale.

Non solo Valverde, ma anche il nostro Nibali ha un appuntamento con la storia. Se al siciliano riuscisse il colpaccio, oggi potrebbe aggiungere la terza corsa monumento alla sua personale collezione e centrare quell'accoppiata - Sanremo-Liegi - riuscita nello stesso anno solo a Merckx.

Valverde insegue la storia, Nibali spera di scriverne ancora un po', mentre Alaphilippe, vincitore mercoledì della Freccia, rischia di essere il terzo incomodo per entrambi. «Io non temo nessuno», dice sicuro il francesino.

«Un consiglio? Portare pazienza. Questa volta Vincenzo deve aspettare ci spiega Moreno Argentin, il signore delle Ardenne -. Lui è un corridore eccezionale, ma la Liegi è una corsa durissima, che si decide sempre nel finale, tra chi ha nel serbatoio più benzina».

Saranno 258 i chilometri da percorrere, e 11 le côte da affrontare. La prima al km 72: la salita di Bonnerue (2,4 chilometri al 6% di pendenza media). Il finale con la côte de Saint-Nicolas con i suoi 1200 metri all'8,6% e infine la côte di Ans, con il suo chilometro in costante ascesa e quel rettilineo impietoso che non finisce mai e sfinisce.

«È una Liegi completamente nuova - la lettura di Vincenzo Nibali -, con alcune côte che non conoscevo. Mi sembra adatta a corridori meno esplosivi. Quindi più simile anche alle mie caratteristiche. Perché mi piace la Liegi? Perché ti spreme come poche altre corse. Cosa occorre per vincerla? Fortuna e una giornata perfetta».

Tv Rai Sport ed Eurosport dalle 14. Su Rai 3 dalle 15.30.