Nuovo Milan, su il sipario "Torniamo in Champions"

Il tecnico fissa l'obiettivo: «Ho poco tempo e zero alibi» Quasi 5000 tifosi a Milanello per il primo allenamento

Milano Vincenzo Montella ha fretta perché sa che questo Milan cinese va di corsa. Ha avuto fretta nel sottoscrivere il rinnovo di contratto e ieri, giorno canonico del raduno, si è capito perché. «Volevo partire per le vacanze senza avere altre tentazioni» la spiegazione didascalica che vuol dire, finalmente, una notizia inedita: prima di sposare Di Francesco la Roma aveva sondato il terreno con Vincenzo, cambiando pista quando il tecnico napoletano si è promesso a Fassone e Mirabelli. Montella ha fretta perché i cinesi gli hanno consegnato un Milan «dal motore potente» (dixit Fassone) che deve andare subito a 100 all'ora per recuperare il tempo perduto. «Ho fatto il pieno di entusiasmo» è la sua premessa che deve fare i conti anche con l'altra faccia della medaglia, e cioè le responsabilità di un mercato sontuoso. «Lo so, non c'è molto tempo e non ci sono alibi», la riflessione a voce alta dopo aver visto sfilare sul filmato proiettato in sala stampa a casa Milan tutte le immagini più suggestive del trentennio berlusconiano («vengono i brividi a vedere quanto pesi questa eredità», la confessione pubblica di Fassone).

«L'obiettivo dichiarato è conquistare un posto in Champions league, dobbiamo essere ambiziosi senza risultare presuntuosi», lo slogan ripetuto allo spogliatoio ieri pomeriggio prima di andare incontro al bagno di folla, allenamento aperto al pubblico e curva sud tornata in grande stile a sostenere con uno striscione simbolico (alla nuova società la nostra fedeltà). Montella ha fretta ma anche voglia di «maniavantismo» quando presenta la contabilità delle difficoltà. «C'è tanto lavoro da fare, abbiamo preso 6 nuovi giocatori provenienti da campionati diversi e dovremo superare squadre come Roma, Napoli, Lazio, Atalanta senza dimenticare l'Inter che pure è arrivata dietro di noi. Non ho citato la Juve perché la considero ancora davanti al gruppo. Non so quanto tempo impiegheremo ma dovremo correre», l'arzigogolo per tenere insieme gli obiettivi da centrare e la squadra da allestire.

Come considera il mercato fin qui realizzato?

«Non me ne sono occupato direttamente ma ogni acquisto è stato condiviso con Mirabelli».

Cambierà modulo rispetto al 4-3-3 di un torneo fa?

«Avremo il solito modulo base con qualche variante senza stravolgere l'assetto».

Ci racconta com'è andata la visita a casa Donnarumma?

«È avvenuto tutto in modo casuale. Ero a pranzo con tutta la famiglia, una ventina di persone, a Castellamare. Ho sentito al telefono il papà di Gigio che avevo conosciuto a Milanello e mi ha invitato a prendere un caffè da loro. Per educazione, invece di trascinarmi dietro tutta la banda, sono arrivato a destinazione con mio padre e mio nipote, il più anziano e il più giovane. È stata l'occasione per conoscersi meglio e chiacchierare in amicizia».

È questa la squadra più forte che ha avuto fin qui da guidare?

«Non so se è la più forte, so di sicuro che sarà complicato farla diventare una squadra. Mi conforta l'esperienza passata: con la Fiorentina per 3 anni di fila sono arrivato quarto, che vorrebbe dire Champions».

È possibile giocare col doppio centravanti, Andrè Silva più Kalinic?

«In verità ho giocato sempre con 3 attaccanti e comunque per avere successo bisogna avere oltre che lo schieramento iniziale competitivo anche una panchina di qualità. Le frasi di Kalinic sul gradimento del Milan mi hanno fatto piacere».

Come farà a gestire l'attuale gruppo che consta di 35 unità?

«A un certo punto bisognerà fare pulizia, in alcuni ruoli siamo davvero troppi. Per esempio al momento ho 3 terzini destri e 3 terzini sinistri».

Suso ha il posto assicurato?

«Ho stima di Suso, ci sarà spazio e tempo per il rinnovo del suo contratto. La società si è dedicata ad altro in questi giorni».

Su chi scommette nel prossimo campionato?

«Bonaventura».

Calhanoglu dove può giocare?

«In tutti i ruoli dell'attacco, m'intriga vederlo da trequartista».

Come giudica Andrè Silva?

«Ha 21 anni, è un attaccante moderno ma deve completarsi come calciatore e segnare di più».