Positiva la Johaug regina di coppa «Ho sbagliato la crema solare»

Tanto, troppo sole a Livigno, quel piccolo Tibet italiano che sempre più spesso viene scelto da fondisti e biathleti per la preparazione estiva ed anche per la rifinitura degli allenamenti. Se poi sotto i raggi spietati dell'alta montagna è una pelle candida e scandinava ad esporsi, allora la scottatura è assicurata. Si potrebbe chiudere qui il caso della fondista norvegese detentrice della coppa del Mondo Therese Johaug, 7 titoli iridati, altre tre medaglie mondiali, 2 coppe del mondo, tre medaglie olimpiche fra Vancouver 2010 e Sochi 2014, se non fosse che, ai raggi del sole, ora si sono sostituiti i raggi x della Wada, l'Agenzia mondiale anti doping, che hanno trovato la campionessa positiva ad uno steroide anabolizzante.

Questo il verdetto del test sulle urine della 28enne effettuato però oltre un mese fa. Lei incolpa una crema solare, spalmata in abbondanza sulle labbra fra agosto e settembre in quel di Livigno. Un nuovo scandalo alla vigilia di coppa del mondo. Sì, perché Johaug, in una conferenza stampa ricca di lacrime e mea culpa, ha dichiarato di essersi fidata del medico della Nazionale. «La prima crema che mi aveva prescritto non aveva alleviato la scottatura così ho preso questa, chiedendo se fosse tutto ok: ora vivo un incubo». Lui, Fredrik Bendiksen ha già rassegnato le dimissioni. Per la Norvegia è un'altra tegola pesantissima, dopo che lo scorso giugno anche il campione Martin Sundby era stato trovato per due volte positivo. Colpa del ventolin? Oltre ai due mesi di squalifica gli è stata tolta la coppa del Mondo. Agli altri resta il dubbio che il confine fra doping e lealtà sia così labile e morbido, come spalmarsi una crema in un giorno di sole.

Lucia Galli