Ribery: "La cicatrice al volto? La mia forza"

Il nuovo leader della Fiorentina si racconta in un'intervista a Canal+: "Non mi sono mai messo a piangere in un angolino"

“Non è stato facile essere un bambino e avere una cicatrice del genere in faccia. Eppure proprio quella cicatrice mi ha dato la forza necessaria per andare avanti e mi ha forgiato il carattere". Franck Ribery ha vinto 25 titoli in carriera, eppure, come si dice, non è tutto oro quello che luccica.

Dietro la stoffa da vero campione, nuovo leader tecnico della Fiorentina, è celata tanta sofferenza. Ribery racconta a Canal+ di essersi sentito diverso fin da bambino, a partire da quell’incidente che l’ha sfigurato al volto, ma ammette anche di non essersi abbattuto: “Non mi sono mai messo a piangere in un angolino, eppure ho sofferto molto. La cicatrice fa parte di me, la gente deve accettarmi per come sono”. Da piccolo ha subito gli sguardi della gente, le parole, le frasi di scherno, che anzichè abbatterlo l'hanno aiutato a crescere: "Il modo in cui gli altri ti guardano, i commenti che fanno... La mia famiglia ha sofferto molto per questo. E pure io. La gente mi guardava, diceva che la mia cicatrice era orrenda. Ovunque andavo ero osservato. Solo dopo molto tempo ho imparato a convivere con la cicatrice e a trovare forza".

Ora aspetta solo di andare in gol con la nuova maglia viola: in Italia è arrivato in un periodo di maturità. Se all'inizio della carriera ha tratto forza per diventare grande da quel terribile incidente, adesso, alla Fiorentina, ha deciso di mettere la propria esperienza al servizio dei più giovani, per aiutarli a crescere in campo e fuori, come solo un vero leader sa fare.