Rolex Middle Sea Race, la rivincita dei Mascalzoni

Trionfo nella regata con arrivo e partenza a La Valletta e periplo della sicilia per la barca di Vincenzo Onorato che l'anno scorso dopo più di 600 miglia non conquistò la vittoria per 9 secondi

E' stata una vittoria con il sapore della rivincita, quella del Cookson 50 Mascalzone Latino alla Rolex Middle Sea Race che ha visto partire vele al vento ben 94 imbarcazioni Irc che si sono date battaglia su un percorso di oltre 600 miglia con partenza e arrivo a La Valletta, a Malta, facendo il periplo della Sicilia e dei suoi arcipelaghi.

Rivincita perché Mascalzone Latino dell'armatore Vincenzo Onorato nella regata del 2015 la vittoria era sfumata per soli 9 secondi in tempo corretto, un refolo di vento in più o in meno, insomma. Trionfo meritato e prestigioso, dunque, per l'equipaggio dei Mascalzoni che hanno regatato con i colori dello Yacht Club de Monaco e sono arrivati in banchina dopo 3 giorni, 3 ore, 8 minuti e 3 secondi secondo il cronometro ufficiale (4 giorni, 6 ore, 56 minuti e 1 secondo in tempo corretto) tirati al massimo e combattutissimi, tanto che che per festeggiare si è dovuto attendere il pomeriggio successivo, quando sono arrivati a La Valletta gli avversari più temibili, Artie e Foggy Dew, barche di classe 5 e 6 che fino all'isola di Favignana hanno insidiato il primato di Mascalzone Latino e del suo equipaggio composto da Matteo Savelli, Marco Savelli, Adrian Stead, Lorenzo Bressani, Branko Brcin e Ian Moore nell’afterguard, insieme a Leonardo Chiarugi, Andrea Ballico, Pierluigi De Felice, Daniele Fiaschi, Stefano Ciampalini e Davide Scarpa.

“Lo stesso equipaggio da oltre trent'anni. Abbiamo portato a casa 6 titoli mondiali, non so quanti europei, vinto grandi classiche come la Key West Race Week, la Tre Golfi, la Coppa del Re, la Giraglia Rolex Cup, il Trofeo Zegna, la Block Island Race Week e ora la Rolex Middle Sea Race, nuovo ma non ultimo orgoglio di Mascalzone Latino”, ha commentato soddisfatto Vincenzo Onorato con un sottinteso filo di rammarico perché all'ultimo gli impegni di lavoro gli hanno impedito di essere a bordo.

“L'anno scorso per soli 9 secondi abbiamo sfiorato la vittoria, ma dentro di noi avevamo rimandato tutto a quest'edizione e i ragazzi i ragazzi dell'equipaggio hanno fatto un ottimo lavoro. - dice il co-skipper Matteo Savelli -. Da Capo Passero a Trapani avremo fatto 20 cambi di vele di prua per sfruttare tutti i cambiamenti del vento senza alcun genere di intoppo. La velocità della barca, dopo i lavori svolti durante l’inverno per migliorarne le performance, hanno dato i frutti sperati. E le indicazioni strategiche di Ian Moore, il nostro navigatore, sono state azzeccate. Non poteva andare meglio di così. L'unico dispiacere è non aver avuto Vincenzo a bordo”.

Aggiunge il tattico Adrian Stead: “Ci sono stati molti momenti importanti nel corso della regata ma, probabilmente, quello chiave si è verificato sabato notte con il passaggio dalla brezza proveniente da est che soffiava a nord della Sicilia al forte vento di sud-est nella zona di Trapani. Abbiamo prima operato una scelta strategica andando a nord, ma poi abbiamo ripreso una rotta più vicina alla costa avendo visto altre barche nelle nostre vicinanze. Siamo stati fortunati ad avere barche più grandi vicino a noi nelle ultime 400 miglia di regata come Wild Joe, più lunga di 4 metri e più veloce, cercare di tenere il suo passo ci ha fatto dare il massimo in navigazione”.

Nelle foto Rolex/Kurt Arrigo, Mascalzone Latino in regata e davanti a La Valletta