La Roma si sveglia troppo tardi per salvare Garcia

Champions, frastornati nel primo tempo e sotto di tre gol i giallorossi reagiscono e accorciano con Gervinho e Torosidis. Traversa di Florenzi Ma adesso il tecnico è davvero in bilico

La centesima partita sulla panchina della Roma la ricorderà a lungo. Settanta minuti di buio totale in cui Rudi Garcia ha sentito traballare la sua panchina, poi una rimonta sfiorata (e fermatasi sulla traversa colta dal Florenzi eroe con il Barcellona) con una squadra ridotta ai minimi termini - arduo rinunciare in un sol colpo a Dzeko, Keita e persino al 39enne Totti - ma sicuramente più qualificata nei titolari rispetto ai campioni di Bielorussia del Bate Borisov.

Difficile, anche per i più pessimisti, prevedere l'approccio da incubo che ha richiamato, con le dovute proporzioni, la disfatta di un anno fa all'Olimpico con il Bayern. Due gol subiti in dodici minuti, impresa in negativo mai riuscita alla Roma, addirittura tre in mezz'ora e di fronte non c'erano certo i bavaresi. Errori in serie in difesa, uno svarione da dilettante di Szczesny e una squadra tramortita che sembrava naufragare al cospetto dei veloci bielorussi. Poi la reazione, legata all'estro di Iago Falque (che a Borisov non doveva nemmeno esserci...) e alle giocate di Gervinho, bloccatasi a un passo dalla remuntada d'altri tempi.

La centesima con i giallorossi non porta regali al tecnico francese che rimedia una lezione dai bielorussi che a Minsk, nell'ottobre del 2012, avevano fatto lo sgambetto proprio al Bayern. E che avevano già castigato Garcia nella sua tana quando allenava il Lille. La posizione dell'allenatore di Nemours resta comunque delicata: al netto delle assenze e dei confortanti ultimi venti minuti, la sconfitta di Borisov non potrà far felice Pallotta e gli altri dirigenti della Roma. Anche perché la marcia in Champions riceve una pericolosa battuta d'arresto, che vanifica l'impresa forse troppo illusoria con il Barcellona, prima delle due sfide a questo punto decisive con il Bayer Leverkusen. A lungo avanti al Camp Nou con i blaugrana (orfani di Messi) che poi ribaltano l'esito del match. In più, in casa giallorossa appare ancora lontano un progetto di squadra. Troppo tardiva la reazione, grande rammarico per un'occasione sprecata da Salah e per il già citato legno di Florenzi dopo i gol di Gervinho e Torosidis.

Guardando il ranking Uefa, la differenza tra bielorussi e capitolini è minima: 58ª la Roma, 61° il Bate a poco più di un punto. Ma in campo la situazione si è ribaltata. La squadra di Borisov corre e arriva sempre prima sul pallone, i giallorossi concedono spazi. Sulla corsia di sinistra i bielorussi fanno il bello e il cattivo tempo grazie allo scatenato Maksim Volodko. Il flipper in area della Roma dopo l'iniziativa dell'esterno di casa favorisce il gol di Stasevich e dal cilindro di Yermakovich spunta il terzino 24enne Mladenovic, acquisto a costo zero dalla Stella Rossa, che «uccella» Szczesny da 30m e poi lo infila dall'interno dell'area. La partita sembra chiusa, l'ingresso di Iago Falque cambia troppo tardi il volto di una Roma risvegliatasi dal torpore. Il cammino europeo dei giallorossi è già in salita.