Ronaldinho: "Io al Napoli? Sono vecchio. Difficile pensare al Milan senza Berlusconi"

Ronaldinho ha dichiarato di preferire la Liga alla Serie A, ha mandato messaggi d'amore al Milan ed ha elogiato il capitano della Roma Francesco Totti

Ronaldinho, per diversi anni, è stato uno dei calciatori più forti e talentusi sul panorama calcistico internazionale. Il Gaucho è cresciuto in patria nelle giovanili del Gremio ed è arrivato in Europa nel 2001 grazie ai francesi del Psg. Nel 2003 passa al Barcellona e con la maglia blaugrana esplode definitivamente vincendo tanti titoli e il Pallone d'Oro nel 2005. Nel 2008 sbarca in Italia dove veste per due anni e mezzo la maglia del Milan con cui gioca 95 partite segnando 26 reti. Nel 2011 torna in patria e veste le maglie di Flamengo e Atletico Mineiro, mentre nella stagione 2014-2015 gioca con i messicani del Queretaro. La sua ultima esperienza è stata al Fluminense e attualmente è svincolato. Ronaldinho, intervistato da La Repubblica ha toccato diversi argomenti tra cui le differenze tra la Liga e la Serie A e il suo possibile approdo al Napoli per sostituire l'infortunato Milik: "Il calcio italiano? Preferisco quello spagnolo, è più tecnico e comunque non reggo più una partita intera: mi annoio. Sostituire Milik al Napoli? E' una squadra forte e mi piace molto, la città è affascinante, ma ormai sono troppo vecchio".

Ronaldinho ha poi mandato un pensiero al miele al suo Milan, ha elogiato Francesco Totti ed ha parlato dei giovani talenti brasiliani: "Gente come me, Totti e Del Piero nasce una volta ogni 50 anni. Francesco è uno dei più grandi della storia del calcio. Il Milan senza Berlusconi? Difficile immaginarlo, ma la vita va avanti, le cose cambiano. Di sicuro è complicato giudicare senza conoscere le situazioni. Maldini sarebbe stato un grande dirigente, lui è la storia del Milan, ha sangue rossonero nelle vene, conosce tutto di quel club. Chi mi piace dei talenti brasiliani? Felipe Anderson mi piace perché ha tecnica, velocità e potenza. È completo, non gli manca niente. Neymar non è il mio erede, ma è mio amico. Gabigol ha un fiuto del gol eccezionale, è giovane, farà la storia del club nerazzurro. Con Gerson ho giocato nel Fluminense, con il sinistro fa quel che vuole. Ma ai giovani brasiliani bisogna dare il tempo di ambientarsi, non è facile cambiare tutto".