Atleta di curling russo positivo al doping a PyeongChang

Krushelnitsky positivo al meldonio. Incredula la squadra: "Nessun beneficio"

"Sarebbe una cosa stupida, e lui non è stupido". È incredula la reazione dell'allenatore Sergei Belanov, messo di fronte alla notizia che uno degli atleti della squadra russa mista di curling, Alexander Krushelnitsky, potrebbe avere assunto doping per migliorare le sue prestazioni.

Krushelnitsky è stato trovato positivo al meldonio, sostanza che è nella lista di quelle vietate dalla WADA, durante un controllo ai Giochi invernali di Pyeongchang. Un problema grosso, perché nella gara mista ha vinto un bronzo, ma anche assurdo, perché lo sforzo necessario per affrontare un match di curling non è certo tale da poter convincere un atleta ad andare contro le regole e assumere doping per migliorare il metabolismo.

"Non vi è alcun beneficio (a usare questa sostanza per il curling) - ha messo in chiaro Belanov -. Non vi è alcun vantaggio". "Non so come possa dormire la notte perché questo non riguarda solo lui ma il Paese intero", ha aggiunto molto più drastica la capitana della squadra, Victoria Moiseeva, riferendosi al fatto che gli atleti russi gareggiano in Corea sotto il nome Oar (Atleti olimpici russi), dopo lo scandalo del doping di Stato a Sochi 2014.