Tegola Benevento, Lucioni squalificato per un anno

Arriva la mannaia del tribunale antidoping sul capitano dei sanniti che ora pensa al ricorso. I tifosi infuriati per la sentenza severa

Tegola sul Benevento, arriva un anno di squalifica per il capitano Fabio Lucioni. Quattro anni, invece, per il medico sociale del club campano. La pronuncia del del tribunale nazionale antidoping non ha fatto sconti a nessuno.

La sentenza è arrivata nel pomeriggio di ieri. Se non è stato un fulmine a ciel sereno, poco c’è mancato. Il difensore del Benevento, infatti, aveva sottolineato la sua estraneità ai fatti e, contestualmente, il medico sociale della squadra s’era assunto tutta la responsabilità della somministrazione dello spray Trofodermin, contenente il clostebol, un anabolizzante proibito dagli organismi antidoping.

È stato proprio Lucioni a parlare di fulmine a ciel sereno. A Sky Sport ha spiegato che proprio non se l’aspettava la lunga squalifica comminatagli, un anno di stop, specialmente dal momento che il medico del Benevento aveva ammesso l’errore e, sostanzialmente, “scagionato” il calciatore. Adesso, il capitano attende il deposito delle motivazioni della sentenza per studiare il ricorso. “Mi è stato tolto dalle mani il sogno della serie A dopo tanti sacrifici nelle serie minori e perciò continuerò a lottare”.

Era bastato il suo ritorno in squadra, dopo lo stop – arrivato al termine del match contro il Torino, a settembre scorso – per rivitalizzare il Benevento che, in tre gare, ha inanellato ben sei punti. Un piccolo record per la formazione che ha frantumato le statistiche (negativi) di punti in serie A. La società sannita ha ribadito la fiducia nel calciatore e i tifosi l’hanno presa malissimo.

Lo “zio” Lucioni è diventato il simbolo della cavalcata trionfale che ha portato la squadra giallorossa prima in serie B e, dopo appena un anno, in A. Due “prime volte” in ottanta anni di storia calcistica in cui il Benevento aveva calcato tutti i campi polverosi delle serie inferiori. I commenti sul web si sprecano, sono la rabbia e la delusione i sentimenti che animano le reazioni dei tifosi nel momento più delicato di un campionato che, comunque andrà, sarà storico.