Tevez & Vidal password scudetto della banda Conte

L'assist dell'Apache al cileno ricorda quelli di Sivori e la loro intesa è il segreto della nuova Juventus

L'ultimo fu Enrico Omar, in arte Sivori. Era da quel tempo che la gente juventina non sognava vedendo giocare a calcio un argentino. Carlos Tevez non ha la perfidia del grande Omar, il suo dribbling è fame feroce, quello di Sivori era tango provocante, l'Apache non fa le fusa ad Agnelli, El Cabezon era il preferito divertente di Gianni&Umberto. Sivori giocava con lo specchio, sapendo di essere il più grande, Tevez gioca per la squadra ma Ferguson e Sabella, allenatori del Manchester United e della nazionale argentina pensano che non sia così bravo come si scrive, si dice e si pensa.

Il passaggio, detto assist, di Tevez a Vidal, nell'azione del primo gol, ha fatto tornare alla mente certe giocate di Enrique Omar per John Charles. Altri tempi, altra Juve ma il football tiene in vita la nostalgia e i ricordi. Vidal è combinato lui come un indiano, quel taglio di capelli avrebbe fatto ammattire Boniperti che chiese a Platini, pensate un po', di passare dal parrucchiere prima di vestire il bianconero.

Da quando è arrivato a Torino, Vidal ha trasformato il proprio gioco, diventando il padrino e il padrone della squadra, forse più di Andrea Pirlo. È operaio e dirigente, comparsa e mattatore, se fosse argentino come il suo sodale o brasiliano, avrebbe un'illustrazione internazionale diversa. Con i cileni noi italiani abbiamo alcuni sospesi dal Sessantadue, quando anche Sivori capì che cosa fosse il Sudamerica, Lionel Sanchez e tutto il resto. «Campa decentemente e intanto spera di essere prossimamente milionario» canta Paolo Conte in "Sudamerica".

Tevez e Vidal sono costati in tutto nove milioni e mezzo di euro, sono loro la password per entrare nel sistema di questa nuova Juventus che è uguale a quella vecchia, cioè dello scorso anno. La stessa pelle, la stessa "garra" come dicono i sudamericani, gli uruguagi fra tutti, per spiegare la loro rabbia e voglia di vincere. La Juventus si ritrova Tevez per grazia ricevuta, Pato era già al Paris Saint Germain e l'argentino del Manchester City aveva garantito amore al Milan. Poi la famiglia Berlusconi bloccò l'operazione, Tevez cambio stazione di arrivo, Beppe Marotta gli mise sotto il naso il contratto, il resto è quello che i tifosi bianconeri stanno vedendo. La sfida di ieri sera ha dunque avuto un sapore sudamericano, anche nel finale con i nervi saltati, le due espulsioni, l'uscita malinconica di Francesco Totti, il gol dell'ex, Vucinic. È il football, dolce e amaro, sempre.