Tour de France: Navardauskas vince la 19/a tappa Mauborguet- Bergerac

Navardauskas sorprende il gruppo e vince a Bergerac. Paura per Nibali che rimane attardato a causa di una caduta a 3 km dalla conclusione. Perde 40'' da Pinot e Valverde, ma in classifica non cambia nulla perché la corsa era già neutralizzata

Il lituano Navardauskas vince la 19/a tappa del Tour de France

Chi si aspettava un'atmosfera più rilassata nella 19esima tappa del Tour de France - la prima dopo le montagne - deve ricredersi nel giro di pochi chilometri: anche oggi si va forte fin dall'inizio. In cinque tentano la fuga scattando già dal chilometro zero e sono nomi ormai conosciuti, visti i numerosi tentativi nell'arco di queste tre settimane; si tratta di Gautier (Europcar), Slagter (Garmin), Elmiger (Iam), Taaramae (Cofidis) e Gerard (Bretagne).

Manca però il lasciapassare del gruppo, che tirato da Cannondale e Giant mantiene al di sotto dei 4 minuti il ritardo. Fase centrale della tappa bagnata da un forte scroscio d'acqua, che crea qualche problema soprattutto al plotone. A dare man forte a Giant e Cannondale arriva la Lotto, e il vantaggio degli attaccanti si riduce a poco più di 2 minuti. Per il momento, i cinque hanno ben poche possibilità di arrivare al traguardo.

Qualche problema, anche se di diversa natura, anche per la regia francese, che stacca con alcuni secondi di ritardo sulle immagini di Elmiger in un momento dedicato ai bisogni fisiologici. Lo stesso svizzero conquista il primo posto al traguardo volante di Tonneins, precedendo Taaramae e Gerard. Alla pioggia che cade con insistenza si aggiunge il vento, che crea tensione nel gruppo allungato all'inseguimento degli attaccanti, esposto in un tratto di aperta campagna al pericolo ventagli. Giornata caratterizzata dalle forature: circa una quindicina in totale, un po' troppe anche tenendo conto delle difficili condizioni atmosferiche. Il maltempo dovrebbe accompagnare i corrdori per tutta la parte finale di tappa, con violenti scrosci di pioggia e forte vento anche nella zona d'arrivo.

A 32 km dall'arrivo Slagter prova l'allungo solitario, abbandonando i compagni di fuga. Il cambio di ritmo costa caro a Gerard che si rialza e viene riassorbito dal gruppo, il quale ha ridotto lo svantaggio a 1 minuto circa. Lotto e Katusha sono le formazioni più attive e tirano forte in testa, tanto da riprendere i contrattaccanti a 22 km dal traguardo. Resta il solo Slagter al comando, con un vantaggio esiguo di 30''. Il gruppone si sfilaccia sui saliscendi finali, frazionandosi in più parti; Sagan e Greipel occupano le prime posizioni, più indietro invece Kittel (che scuote la testa) e Demare, entrambi in difficoltà. Slagter molla la presa in cima al Gpm - dopo aver scollinato davanti a tutti - e al contrattacco va il suo compagno di team Navardauskas, che tenta di anticipare il gruppo approfittando della discesa bagnata.

L'azione del corridore lituano è decisa, il gruppo insegue ma a 3 km dall'arrivo ecco il colpo di scena: caduta nelle posizioni di avanguardia e finisce a terra anche Sagan. Niente da fare per lo slovacco, che deve rinunciare alla volata. Diversi big sono costretti a fermarsi, fra i quali la maglia gialla.

I dieci superstiti all'inseguimento non riescono a raggiungere Navardauskas, il cui coraggio viene premiato sul traguardo di Bergerac. A 7'' si piazzano Degenkolb e Kristoff, poi Renshaw e Bennati, scampati alla caduta. Pinot e Valverde limitano a 23'' il loro ritardo, Nibali paga 1'03''. Fortunatamente per lui non cambia la classifica generale, poiché la caduta è avvenuta entro i 3 km dall'arrivo, dunque con la corsa neutralizzata per regolamento.