Tour: Nibali all'attacco sul pavé Froome non cede, Martin maglia gialla

L'azzurro tenta di scombinare la classifica generale sulle pietre, ma non gli riesce il capolavoro dell'anno passato. Dei big paga solo Pinot. Il tedesco scatta a 3 km dall'arrivo: per lui tappa e primato

Il Babau spaventa tutti ma non si porta via nessuno. Nessuno dei quattro favoritissimi, per lo meno, perché lo sconfitto vero di giornata è Thibaut Pinot, l'orgoglio francese, secondo sul podio di Parigi l'anno scorso e grande speranza transalpina pure per questo. Gomma bucata nel terz'ultimo settore di pavé e 3'23" sul traguardo. Grande Boucle praticamente terminata alla quarta tappa anche per colpa di un meccanico di quelli disseminati sul percorso dalle squadre, preso a male parole dal francese, che gli monta una gomma normale, al posto di una con i copertoni rinforzati per le pietre. Pinot alza bandiera bianca.

Chi le prova tutte è Vincenzo Nibali. I big lo aspettavano la varco dopo il capolavoro della passata stagione nella tappa con i ciottoli. La squadra assiste il messinese. Lo Squalo ci prova già a -50 km dall'arrivo. Ma il tempo è clemente con gli avversari, solo qualche goccia e, a meno di forature, non si riesce a scavare il solco tra i più forti. Ci tenta anche nell'ultimo settore il capitano dell'Astana, in primissima persona a 11 chilometri dall'arrivo. Ma gli altri lo marcano stretto. Addirittura Chris Froome, in forma strepitosa, mette anche il naso avanti per mostrare i muscoli all'italiano, che comunque a fine tappa viene premiato con il numero rosso che segnala il ciclista più combattivo di giornata. Nessun problema nemmeno per Alberto Contador e, più sorprendentemente, per Nairo Quintana. La generale, fino al Mur de Bretagne, l'arrivo in salita di sabato, non dovrebbe subire ulteriori scossoni. Dopo una partenza con il cuore in gola tutti i giorni il Tour prescrive qualche giornata tranquilla.

Un altro che non si arrende mai è Tony Martin. Il tedesco, ex campione del mondo a cronometro, si trova per la seconda giornata consecutiva a un secondo dalla maglia gialla. Ieri da Cancellara, oggi da Froome. Sempre per gli abbuoni. Ma l'uomo della Etixx ha testa dura e cuore immenso. Non si fa smontare nemmeno da una foratura a 18 km dall'arrivo. La squadra lo assiste. Matteo Trentin gli passa la bicicletta, Vermote lo riporta sui primi nel giro di pochi chilometri. E, ai -3,3 dall'arrivo, quando i velocisti rimasti in testa tentano di organizzarsi per lo sprint ecco Martin che li sorprende. Prova la «mossa del fagiano» (l'attacco da furbo senza farsi notare a bordo strada). Fila via sul lato sinistro della carreggiata, in posizione da cronoman, a oltre 50 km/h. Dietro si guardano per un attimo di troppo. Il tedesco arriva a Cambrai con tre secondi di vantaggio, tanto basta per andare a dormire in maglia gialla. E pensare di tenerla anche domani, magari pure per qualche giorno. Il giallo che impreziosisce una carriera.