Tre motivi per ricominciare

di Franco Ordine

C i sono almeno tre buoni motivi per rimettersi sciarpe e cappotti e tornare negli stadi italiani in coincidenza col ritorno della coppa Italia, che è poi l'inizio vero e proprio del torneo. Il primo è scontato: non ne potevamo più di leggere e ascoltare d'intrecci di mercato e stipendi da rinegoziare e avevamo una voglia matta di rivedere rotolare il pallone che è da sempre il nostro divertimento preferito. Il secondo è un po' meno retorico e sfiora i confini della provocazione. Per far salire la febbre della coppa Italia sarebbe utile un risultato tipo quello realizzato dal Levante di Valencia col Barcellona, castigato in coppa del Re forse anche a motivo dell'assenza dei due tenori, Messi e Suarez, rimasti a casa per ricaricare le pile. Dalle nostre parti, un paio di sfide del cartellone si prestano alla suggestione: la prima con il Benevento, serie B, che sale nel deserto di San Siro per misurare le motivazioni post-ferie di Spalletti e di Icardi non particolarmente turbato dalle vicende contrattuali, le altre a Roma con il Novara contro la Lazio e l'Entella, sempre di lega pro, che mette piede per la prima volta nella sua storia sul prato verde smeraldo dell'Olimpico, contro i giallorossi. Dopo tante polemiche, qualcuna strumentale, e molti ricorsi respinti, è questa la prima vera grande soddisfazione per la piccola società ligure rimasta ai nastri di partenza nella speranza di ottenere una promozione in B dal tribunale.

Il terzo e ultimo motivo riguarda la tribù dei tifosi, ancora sotto choc per gli assalti prima di Inter-Napoli e la morte di Daniele Belardinelli: la foto di trequarti incorniciata dal sorriso malizioso del giovanotto è l'ultimo degli affronti che il nostro calcio deve subire prima di arrendersi alla devastante violenza cieca e intollerabile. Nelle ultime ore persino sull'orario di Genoa-Milan (ore 15 per il Viminale, ore 21 per i tifosi che lavorano e per il sindaco della città) si sta aprendo un contenzioso che ha il sapore acido dell'ipocrisia e della polemica politica.