Viola avanti con un Chiesa a 2 facce: gol e rosso

Federico, figlio d'arte, segna la prima rete da professionista, poi si fa espellere. Ok lo United di Mou

Dalla gioia alla delusione nel giro di otto minuti. Federico Chiesa, figlio d'arte (il papà Enrico vanta in carriera quasi 400 presenze in A con le maglie di Sampdoria, Cremonese, Parma, Fiorentina, Lazio e Siena, 17 gettoni azzurri con 7 gol), segna il suo primo gol da professionista a Baku ma poi commette un fallo ingenuo che gli costa il secondo giallo e quindi l'espulsione. Dovrà crescere ancora l'attaccante 19enne della Fiorentina e della Nazionale Under 20, ma certo potrà raccontare la sua storica serata europea in chiaroscuro. Era la decima apparizione stagionale con la maglia viola, Paulo Sousa gli aveva concesso una maglia da titolare per la terza volta dopo la gara di Torino con la Juventus e quella di Europa League contro lo Slovan Liberec al Franchi: in questi mesi il giovane Federico è cresciuto molto respirando l'aria dei grandi ma risultando decisivo anche nelle sfide con la Primavera viola.

Dopo la zuccata in mischia davanti alla porta che firma il successo della Fiorentina in Azerbaigian e regala ai gigliati il primo posto nel girone (vantaggio per un sorteggio più agevole per i sedicesimi) corre verso la panchina. Gli ci sono voluti appena 338 minuti in campo per timbrare il sigillo, lui che a differenza di papà Enrico (il suo modello insieme al brasiliano ex milanista Kakà) non è centravanti ma giocatore totale e con caratteristiche più da esterno. In piena trance agonistica e forse più per generosità che per cattiveria, trattiene Agolli sulla trequarti costringendo l'arbitro croato a estrarre il secondo giallo. Morde la maglietta Federico, sa che la sua serata magica doveva finire meglio. Per fortuna la sua leggerezza non costa nulla ai compagni: la Fiorentina conduce in porto la vittoria siglata dai gol di Vecino e del figlio d'arte con un palo di Bernardeschi e una leggerezza di Gonzalo Rodriguez che regala a Reynaldo il gol agli azeri.

«Chiesa potrebbe essere il futuro capitano della Fiorentina», l'investitura arrivata dal tecnico qualche tempo fa. Ieri Paulo Sousa, nonostante l'espulsione, ha ribadito: «È uno di quei giocatori che lavorano, che vogliono arrivare a fare carriera a livelli alti, noi siamo allenatori e cerchiamo con lo staff di farli crescere. Sono contento: è un ragazzo su cui non avevo dubbi fin dall'inizio».

La nebbia piombata sul Mapei Stadium costringerà Sassuolo e Genk a giocare oggi alle 12.30 (l'arbitro israeliano Grinfeld aveva atteso 45 minuti prima di decretare il rinvio), la Roma si accontenta dello 0-0 a Bucarest contro l'Astra Giurgiu che si qualifica approfittando del «suicidio» dell'Austria Vienna (da 2-0 a 2-3 in casa del Viktoria Plzen in 10 uomini per 75 minuti). Ai sedicesimi anche il Manchester United di Mourinho, secondo nel girone dietro i turchi del Fenerbahce, e il Villarreal di Nicola Sansone, a segno ieri contro lo Steaua Bucarest, e Soriano.