La vita spericolata di Radja Nainggolan, il nuovo ninja dell'Inter

A 30 anni compiuti, l'ex centrocampista della Roma sbarca in nerazzurro con l'obiettivo di vincere un trofeo. Da lui i tifosi dell'Inter si aspettano gol e giocate di alta classe, ma anche sobrietà. Via fumo, alcool ed eccessi. Accadrà davvero?

Il colpo dell'estate ha un nome e un cognome: Radja Nainggolan. L'ormai ex centrocampista della Roma si prepara a indossare la maglia dell'Inter, dove reincontrerà Luciano Spalletti, l'allenatore che all'ombra del Colosseo lo ha trasformato in un centrocampista moderno. Accolto a Milano da decine di tifosi nerazzurri festanti, Nainggolan è pronto per lasciarsi alle spalle il passato. Compresi alcuni eccessi che fanno sì parte del personaggio, ma che forse gli hanno sbarrato le porte di club di livello ancora più alto dell'Inter.

In questi anni, il centrocampista belga ha conquistato le copertine di tutti i giornali, e non sempre per ragioni strettamente calcistiche. Nainggolan, tamarro dentro e fuori, ha collezionato alcune brutte figure che gli sono costate una cattiva reputazione tra tifosi e addetti ai lavori. Sono passati soltanto 6 mesi dai bagordi dell'ultimo Capodanno, quando il "Ninja" pensò bene di far partire una diretta Instagram condita da parolacce, bestemmie e frasi da censurare. "Sono ubriaco fracico", l'espressione passata alla storia. Ma Radja, calciatore "maledetto", in passato ha fatto anche di peggio. Nel 2014 qualcuno diffuse la notizia di una denuncia a Nainggolan per maltrattamenti verso la moglie, che lo scagionò. Poi le sigarette. Ai tempi del Cagliari, il belga accettò il ruolo di testimonial per una campagna contro il fumo: non ci volle molto tempo perché lo stesso Ninja diffondesse un video mentre si concedeva il piacere di una bionda. E poi le ripetute frasi contro la Juventus ("Odio la Juve da quando sono nato" e "Non rosicate").

Da un certo punto di vista, Nainggolan va apprezzato: non è ipocrita, dice sempre quello che pensa ed è una miniera di notizie per i giornalisti. Ma i calciatori dovrebbero fungere da esempio per i giovani. Nel caso di Nainggolan, lasciamo perdere. A trent'anni suonati, il trasferimento all'Inter rappresenta per il belga l'ultima occasione per lasciare un'impronta sulla storia del calcio italiano. Meno sigarette, più assist. Meno birre, più gol. Meno battute infelici, più sudore in campo. Lo speriamo tutti. Non solo gli interisti.