Spot anti Silvio, Meocci richiama Fazio in diretta

Mimmo Di Marzio

Nuova bufera in casa Rai sulla politicizzazione della tv pubblica, vizio italico molto in voga anche nelle trasmissioni di intrattenimento. Dopo i polveroni sui monologhi lento-rock di Celentano, l’ultimo caso scoppia nel salotto meteorologico di Fabio Fazio. Sulla tribuna di «Che tempo che fa», ieri era seduto l’ex direttore dell’Unità Furio Colombo, a cui non è parso vero di trasformare l’intervista nell’ennesimo comizio contro Berlusconi reo, in questo caso, di rovinargli le vacanze all’estero. Proprio così. Un premier come questo - ha tuonato Colombo - «mi fa vergognare di essere italiano ogni volta che varco i confini dell’Italia». Altro che made in Italy: da est a ovest, da nord a sud ovunque è un risolino sotto i baffi, ovunque una barzelletta sul capo del governo, soprattutto su quella sua maniacale ossessione «di vedere comunisti dappertutto». Fantasmi, dice l’ex direttore dell’«Unità», a cominciare da se stesso. Stravaganza di Berlusconi averlo definito un comunista mentre lui, Colombo, si è sempre sentito soltanto «un liberal amico dei fratelli Kennedy». E facendo un parallelo tra la costituzione Usa e quella italiana, il comportamento dei cittadini italiani e quelli americani, Colombo conclude dicendo che in questo momento è chi governa il nostro Paese ad assaltare la Costituzione e le libertà.
Il clima si surriscalda quando la parola passa all’altro ospite della trasmissione, il veterano Mike Buongiorno che, giunto da Segrate, accusa Fazio di avergli teso un trappolone. Ma come, - dice l’inventore del quiz - il presidente mi autorizza a venire qui «e mi ritrovo nel bel mezzo di un comizio contro di lui?». Quasi inevitabile arriva il colpo di scena allorché irrompe in diretta la voce del direttore generale della Rai, Alfredo Meocci. Alla domanda di Fazio se il motivo della chiamata fosse Colombo o Bongiorno, Meocci ha risposto «chiamo soprattutto per Mike ma chiamo per la trasmissione», alla quale ha raccomandato «saggezza ed equilibrio». A buon intenditor. Poi Meocci spezza l’imbarazzo per rivolgere al Mike nazionale un invito a un definitivo ritorno nel grembo di mamma Rai. «Ti rinnovo la richiesta - ha detto il dg - fatta qualche settimana fa di tornare a Viale Mazzini: e te lo dico di fronte a molte persone». «Ne ho avuto stasera la conferma - aggiunge - per le cose che hai detto. Credo che questo Paese in cui c'è agitazione in giro debba trovare un equilibrio vero. Chi ha una testa come te deve poter stare in tv e alla Rai».
Lusingato e forse anche sorpreso, Bongiorno ha chiesto se la telefonata fosse vera e alla conferma di Fazio si è schermito: «Guarda un po’ cosa mi doveva capitare, ora dovrò chiedere il permesso a Berlusconi...».
Ovviamente, dall’agone politico non hanno tardato ad arrivare bordate, nella fattispecie dal centrodestra. Il primo è stato Sandro Bondi che ritiene ormai «impossibile continuare a vivere in un Paese in cui una sinistra incivile e sguaiata occupa militarmente le tv pubbliche e allo stesso tempo lamenta la mancanza di libertà nell'informazione. In questo Paese - conclude - mi sento sempre più a disagio». Gli fa eco Giorgio Lainati, capogruppo di Fi in commissione parlamentare di vigilanza Rai: «Grazie per la bella lezione di libertà che ci ha dato questa sera su Raitre Fabio Fazio duettando con l'ex presidente della Fiat Usa Furio Colombo che insieme hanno dimostrato che la faziosità di Raitre è illimitata e inesauribile». Rincara ulteriormente la dose il senatore di An Michele Bonatesta: «Il duetto dell'ultrà rosso Colombo con il tanto mellifluo quanto fazioso Fazio è stato da divieto ai minori. Ed è grave che sia potuto andare in onda sul servizio pubblico radiotelevisivo pagato dagli italiani». Alla prossima.