Stangata d'inizio anno 1.684 euro a famiglia

Ecco quanto costeranno a famiglia gli aumenti tra il 7% e il 20% per alimentari, luce, benzina e gas. Mutui, la rata crescerà di 500 euro l’anno

Paolo Giovanelli - Felice Manti

Anno nuovo, rincari nuovi. Una volta arrivavano a settembre, era una sana tradizione italiana: si tornava dalle ferie e si ricominciava con una stangata. Bei tempi quelli: adesso si raddoppia a gennaio, magari con un bell’anticipo a dicembre. Il «regalino» per le tasche degli italiani sarà compreso tra gli 867 e i 1.684 euro a famiglia. In meno. Facciamo un esempio: luce e gas. Sono rincarati due mesi fa. A Capodanno, grazie al caro petrolio, si replica: luce più 2,5%, gas +4,6%, almeno secondo le previsioni di Nomisma Energia. Ma bisogna aspettare le decisioni ufficiali. E i mutui? Negli Usa è scoppiata la crisi dei subprime, da noi sono scoppiati i tassi: in un anno, secondo i conti Adusbef, chi ha un debito di 100mila euro pagherà quasi 500 euro in più. E per l’aumento dei tassi non c’è bisogno di aspettare l’anno nuovo. Senza parlare di gasolio e benzina, o della spesa alimentare: una volta pasta e pane erano i cibi più economici. Ora mica tanto. Tra un rincaro e l’altro sono in media mille euro all’anno, confermano le associazioni dei consumatori.

Alimentari Secondo l’Adiconsum la spesa alimentare incide per il 20-30% sul reddito degli italiani. Questa associazione sostiene che in un anno il rincaro medio è stato del 4%. Colpa dell’andamento climatico che ha fatto aumentare i prezzi di frutta e verdura? Colpa delle speculazioni sui cereali innescate dai biocarburanti, che hanno fatto lievitare le quotazioni internazionali? Colpa dell’industria alimentare che ne ha approfittato per dare una bella botta ai listini? Se sentite gli interessati (associazioni dei coltivatori, gruppi internazionali che commerciano derrate, imprese produttrici) nessuno, ma proprio nessuno, è responsabile dei rincari. Che però ci sono stati. Secondo l’Adiconsum «valgono» in media tra i 200 e i 600 euro in più di spesa all’anno.

Benzina L’automobilista italiano medio, sempre secondo Adiconsum, consuma mille litri di benzina all’anno. Cifra attendibile: gli italiani non viaggiano molto. In dodici mesi l’aggravio dovrebbe essere di 121 euro, media statistica. Con una piccola sottolineatura: il grosso degli aumenti è arrivato dopo le ferie. La media indicata nella tabella riportata qui sopra non dà quindi ragione dell’impennata violenta che c’è stata negli ultimi tre mesi, e che si ripercuoterà sul prossimo anno. Anche perché è bene non farsi illusioni: il costo del greggio non scenderà, e neanche quello della benzina, o del gasolio auto, che è cresciuto ancora più della benzina, annullando quasi del tutto la differenza di prezzo che c’era a inizio anno. Come non scenderà (è bene farsi ancora meno illusioni) il carico fiscale che pesa sui carburanti, gasolio e benzina. Secondo l’Adiconsum il 65% del prezzo della super è fatto da tasse. È meno tassato il metano per autotrazione, che però è ben poco diffuso.

Luce e gas A proposito di tasse: sì e no metà del prezzo del metano per riscaldamento (fonte Adiconsum) va a finire al fisco, «solo» il 20% di quello dell’elettricità. I due prezzi, una volta tanto, sono meno esposti alle speculazioni di quelli di altri beni di consumo: sul costo di luce e gas vigila l’Autorità per l’energia, che trimestralmente fissa quanto dobbiamo pagare in base a parametri legati ai costi internazionali dei combustibili. E sulla correttezza dell’Authority non ci sono discussioni. Piuttosto, Paolo Landi, presidente Adiconsum, avanza una proposta che non è nuova, ma ha sempre senso: se l’Autorità ha le mani legate, perché non intervenire sulla tassazione per frenare gli aumenti? E questo vale non solo per luce e gas, ma anche per i carburanti. Ma è una predica al vento.

Mutui È la voce che abbiamo lasciato per ultima, ma sta creando seri problemi a migliaia di famiglie. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile oggi si trova nei guai, perché la cifra di 452 euro di aumento per 100mila di debito è una stima basata su parametri medi. Ma c’è chi sta peggio. Si potrebbero rinegoziare, c’è una nuova norma che lo prevede o che prevede che almeno si possa spostare gratuitamente il mutuo su un’altra banca che fa un tasso meno elevato. Provate a farlo: rischia di costarvi più di quanto risparmiate con la riduzione dei tassi.