Stati Uniti, apocalisse nella centrale elettrica

È l’Armageddon giallo. L’incubo di ogni scienziato. L’ordigno batteriologico capace di riportarci alla preistoria della medicina. Immaginate un ospizio di cent’anni fa. Un ospedale senza antibiotici dove un’infezione ti può costare un braccio o una gamba, dove una polmonite ti trascina dritto dritto all’altro mondo, dove una banale influenza ti scava la fossa. È il futuro imminente, l’apocalisse del prossimo domani in cui, se nessuno la fermerà, ci trascinerà la potenza cinese. La nuova sindrome molto più pericolosa della Sars regalataci solo sette anni fa dagli amici di Pechino, è strettamente legata alla cattiva abitudine cinese d’ingoiar antibiotici anche per un semplice mal di gola.
Quell’abitudine, secondo le fonti mediche citate dal quotidiano inglese Daily Telegraph, crea generazioni di super batteri resistenti a tutti i medicinali conosciuti. Insomma, un vero e proprio ordigno di distruzione di massa nascosto nel grembo di un miliardo e 300 milioni di cinesi sempre più propensi a viaggiare in Occidente. Un miliardo e trecento milioni di bombe umane pronte a trasmetterci nuove generazioni d’indistruttibili batteri killer pronti - entro pochi mesi - a seminare il panico anche nelle nostre corsie.
«Abbiamo dati da cui emerge l’allarmante immagine di un’alta resistenza agli antibiotici, i medici che lavorano da quelle parti non sanno più cosa fare e le medicine non funzionano più» spiega il dottor Andreas Heddini, un esperto dell’Istituto svedese per il controllo delle malattie infettive incaricato di studiare la situazione di Pechino e le conseguenze per il resto dell’umanità. Conseguenze che rischiano di essere catastrofiche. «Esiste il rischio reale – spiega Heddini - di un ritorno alla medicina pre-penicillina, una situazione in cui tutta una serie di trattamenti medici si rivelerebbero inefficaci, per questo quel che succede in Cina preoccupa la comunità sanitaria internazionale».
Come e perché si è arrivati a quel punto? Per capire come si siano sviluppati i super batteri basta pensare all’esempio del Ddt, l’insetticida con cui dopo il 1939 si pensò di sterminare le zanzare e mettere fine alla malaria. La regola di madre natura secondo cui quel che non uccide rafforza permise, grazie a pochi tenaci insetti sopravvissuti, lo sviluppo di ceppi di zanzare immuni al Ddt. Lo stesso avviene oggi nelle corsie degli ospedali cinesi dove l’abuso di antibiotici garantisce lo sviluppo dei super batteri. Più interessanti - per comprende le intrinseche e autodistruttive aberrazioni dell’industrial-comunismo - sono le ragioni che spingono la nazione più popolosa del pianeta a questo iperconsumo di farmaci.
L’origine della perniciosa abitudine va ricercata nella cronica mancanza di risorse governative che costringe gran parte degli ospedali ad autofinanziarsi rivendendo medicinali. In alcune città un buon cinquanta per cento delle medicine prescritte dai sanitari e vendute direttamente dagli ospedali sono proprio gli antibiotici, ovvero i medicinali più dispendiosi e più remunerativi. «Nonostante i parametri dell’Organizzazioni mondiale della sanità fissino quote non superiori al 30 per cento i dati in nostro possesso dimostrano che il 60 per cento dei pazienti cinesi, ovvero il doppio, viene curato con antibiotici» ammette il professor Xiao Yonghong, un docente di Farmacologia dell’Università di Pechino da poco incaricato di studiare il fenomeno della resistenza agli antibiotici su scala nazionale.
Le conseguenze di questa paradossale disfunzione economica sanitaria sono già adesso inquietanti perché, come dimostrano le ricerche del professore, persino un batterio come lo stafilococco aureo un tempo eliminabile con una semplice dose di penicillina ha raggiunto percentuali di resistenza agli antibiotici intorno al 70 per cento. La situazione reale potrebbe però essere anche peggiore di quanto ammesso ufficialmente. Secondo alcuni esperti stranieri arrivati a Pechino per affrontare la minaccia il regime avrebbe imposto il segreto sui dati più allarmanti. «Le autorità hanno un quadro chiaro della situazione, ma è così devastante da spingerli a chiudere gli occhi e non ammetterlo» spiegano queste fonti.
E negli ospedali i medici sono alla disperazione. «I dottori scoprono ogni giorno d’essere assolutamente impotenti – aggiunge Andreas Heddini –, a volte neppure gli antibiotici di terza o quarta linea funzionano più». Per capirci i mostruosi nuovi super-stafilococchi gialli resistono ormai anche a farmaci potenti quanto quelli usati per combattere l’antrace. Benvenuti nell’apocalisse gialla. Benvenuti nell’olocausto batteriologico. Benvenuti nel salubre e incontaminato nuovo mondo cinese.