Lo Stato paga un bidello ogni due classi

In Italia ci sono più bidelli che carabinieri per un costo annuo che sfiora i 4 miliardi di euro. Eppure molti istituti sono costretti
a funzionare in uno stato di sporcizia e degrado. La denuncia di <em>Tuttoscuola</em>: &quot;All'estero gli studenti sono coinvolti nella pulizia degli istituti&quot;

Roma - In Italia ci sono più bidelli che carabinieri, più di due per ogni classe, per un costo annuo che sfiora i 4 miliardi di euro. Eppure molti istituti sono costretti a funzionare in uno stato di sporcizia e degrado. La denuncia è di Tuttoscuola, che oggi ha pubblicato un dettagliato rapporto sugli alti costi dei collaboratori scolastici mettendo in dubbio la convenienza nel mantenerli in vita piuttosto che far operare nelle scuole ditte esterne o coinvolgere direttamente gli alunni nelle pulizie.

Esternalizzare il servizio In media i collaboratori scolastici costano 367mila euro l’anno a istituto. "Quanto costerebbe esternalizzare questo servizio? - chiede in modo retorico la rivista - certamente molto meno". Questi i numeri: nelle scuole statali i bidelli italiani sono complessivamente circa 167mila, di cui il 60% di ruolo. "In media - calcola Tuttoscuola - 15,6 per ogni istituzione scolastica, distribuiti sulla sede principale e sulle sezioni o sedi distaccate (quando ci sono)". Ma un altro dato colpisce di più: ce n’è uno ogni 2,2 classi. Per un costo complessivo per lo Stato che sfiora i 4 miliardi di euro all’anno: un bidello infatti costa, compresi gli oneri riflessi, circa 23.500 euro all’anno.

I servizi di pulizia La rivista ricorda anche che molte scuole primarie non si avvalgono più da tempo dei collaboratori scolastici, se non in minima parte, poiché i servizi di pulizia sono stati appaltati a ditte esterne, con costi aggiuntivi. E questo suggerisce un’altra analisi: "Insomma - continua Tuttoscuola - non è che lo Stato (che si finanzia con il prelievo fiscale) non dedichi risorse rilevanti all’organizzazione di questo servizio. Eppure si raccolgono lamentele sullo stato di pulizia di molti istituti". La rivista fa anche un raffronto che le altre nazioni: in paesi come il Giappone, e in Europa la Finlandia, nei quali il compito di tenere puliti i banchi, le aule e i corridoi delle scuole fa parte dei normali doveri degli stessi allievi. Ed altri nei quali i danni causati dagli allievi, anche quelli lievi, sono sistematicamente (non episodicamente, come da noi) riparati a cura e a spese delle rispettive famiglie. Un’eventualità, quella di coinvolgere gli alunni nelle pulizie, che "diventerebbe tra l’altro per gli studenti un momento di educazione alla convivenza civile praticata, e non predicata".