Stereotipi, la Brambilla batte Apple: "Per Iphone l'Italia non è più mafiosa"

<p>
Rimossa la parola <em>mafia</em> dalla descrizione dell'Italia su un applicazione per <em>Iphone</em>: &quot;Era infamante&quot;. <strong><a href="/interni/turismo_litalia_come_landalusia_investiamo_campi_golf/golfista-internet-tour_operator-golf_2009-turismo_sostenibile-turismo-brambilla-golf/16-10-2010/articolo-id=480536-page=0-comments=1">&quot;Campi da golf per rilanciare il turismo&quot;</a> </strong>
</p>

nostro inviato a Cernobbio

Alla fine ha vinto lei. Alla faccia della mela morsicata. Lecco batte Cupertino, la Brambilla ha la meglio su Steve Jobs. E l'Italia si ripulisce dal più odioso degli stereotipi. "Oggi siamo riusciti a togliere la parola mafia dalla famosa applicazione per Iphone, è una grande vittoria. Non solo per il turismo, ma per tutto il made in Italy. Era infamante e inaccettabile per tutti noi", ha detto Michela Brambilla davanti alla platea della quinta Conferenza nazionale del turismo a Cernobbio.

La battaglia della Brambilla La crociata del ministro del turismo ha avuto inizio l'estate scorsa. Al centro della polemica un'applicazione per l'Iphone, il telefono cellulare prodotto dalla Apple. La criticata app si chiamava "What country" e in teoria doveva essere un modo per avere informazioni, condividere foto e curiosità su un qualsiasi paese del mondo. Il viaggio nel paese scelto iniziava con una sintetica scheda introduttiva voleva riassumere lo spirito della nazione. "Pizza, pasta, mafia e scooters", cinque parole per descrivere sessanta milioni di abitanti e qualche millennio di storia. I soliti luoghi comuni consumati dal passaggio di tanti testoni luogocomunisti e semplificatori. Unica novità: l'introduzione nelle glorie patrie dei morocicli tricolori. Piaggio a parte, una beffa per il nostro Paese.

Il mandolino al posto della mafia La Brambilla non ci sta, la parola mafia non è uno scherzo e non deve essere collegata, neppure per scherzo, al brand Italia. Il concetto è semplice: Totò Riina non può essere il nostro sponsor. Inizia così la battaglia legale col gigante dell'informatica. "Si tratta ovviamente di una rappresentazione offensiva ed inaccettabile, per di più accompagnata da un testo "esplicativo" che, se possibile, peggiora ulteriormente le cose. L'Italia è un faro nel mondo per la sua storia, la sua cultura ed il suo stile. Come cittadina e come ministro non posso permettere che si getti discredito sul nostro Paese utilizzando un'organizzazione criminale come nostro testimonial". Oggi, a distanza qualche mese, la Apple ha capitolato e al posto della mafia è arrivato il mandolino. Pochissima la fantasia, ma è sempre meglio della mafia.