Stirpe: «Terzo scalo, Marrazzo fa come Ponzio Pilato»

«Su questa storia del terzo aeroporto del Lazio non ho capito, e ovviamente non condivido, la scelta della Regione che ha deciso... di non scegliere, di fare un po’ come Ponzio Pilato». Non usa mezze parole, come del resto è nel suo stile, il presidente di Confindustria Lazio Maurizio Stirpe, seccato per questo continua tira e molla sulla scelta della città che dovrà ospitare l’aeroporto «low cost» in alternativa a Campino. A capo di un piccolo impero che opera nell’indotto automobilistico, con sede centrale alle porte di Frosinone e stabilimenti dal Piemonte all’Abruzzo, ma anche in Francia e Slovacchia, con oltre duemila dipendenti diretti e circa 14mila con le aziende controllate, Maurizio Stirpe è anche l’artefice di quel piccolo grande miracolo targato Frosinone calcio, portato dal purgatorio della C2 al paradiso della serie B, anche se costretto in uno stadio vecchio e malandato, a causa anche delle mancate decisioni (e riecco Ponzio Pilato) della Regione. Ma torniamo al nodo dell’aeroporto: da presidente di tutti gli imprenditori del Lazio, Stirpe chiede alla Regione di far presto, e di prendere comunque una decisione: «Se il ministro e le altre autorità competenti dovessero decidere eventualmente per Viterbo, con delle buone e valide giustificazioni, lo troverei pienamente legittimo, ci mancherebbe altro. Quello che mi dà fastidio è il profilo che la Regione ha scelto, demandando ad altri ogni decisione. La Regione Lazio è latitante e questo suo atteggiamento rischia di scatenare una guerra tra le province del Lazio, ovvero una guerra tra poveri. E non è certamente di questo che abbiamo bisogno. Il governo regionale deve assumere un atteggiamento univoco e portarlo avanti, con lavarsene le mani come Ponzio Pilato». Ma la richiesta di Confindustria Lazio qual è? «Lo abbiamo detto in tempi non sospetti - risponde Stirpe - e lo ribadisco ora: per noi il Lazio e la sua economia hanno bisogno di due scali comunque alternativi a Ciampino, uno al nord e uno al sud della regione. Però è necessario che il governo regionale dia una sua impostazione rispetto al problema, dando risposte certe». Non è la prima volta che Stirpe, che del resto non ha mai fatto mistero delle sue simpatie verso il centrodestra e in particolare nei confronti dell'ex governatore Francesco Storace, si mostra critico nei confronti delle politiche dell’amministrazione Marrazzo: «Mi comporto piuttosto in maniera lineare - sottolinea il presidente di Confindustria Lazio - e così quando le cose non vanno, lo dico chiaramente. Ma è altrettanto vero che in più di un’occasione ho espresso il mio plauso verso alcune decisioni della Regione». Vista la piega delle dichiarazioni e il grande amore del presidente Stirpe, chiudiamo con una battuta: è più difficile trattare con Marrazzo o con Matarrese? «Con tutto il rispetto, in questo momento con Matarrese».