"Sto con Napolitano, superato livello di guardia" Bagnasco: possono tornare i mostri del passato

Monito del presidente della Camera: "Il fatto che si debba auspicare un confronto civile, vuol dire che negli ultimi mesi, negli ultimi anni, si è superato il livello di guardia. Utilizzare le parole di Napolitano come una stella polare". Il presidente della Cei: "La gente è stanca e non merita" il clima di "odio"

Roma - "Il semplice fatto che si debba auspicare un confronto civile, vuol dire che negli ultimi mesi, negli ultimi anni, si era superato il livello di guardia". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante il tradizionale scambio di auguri con l’Associazione della stampa parlamentare, aggiungendo che "non è corretto addebitare questa responsabilità all’una o all’altra parte". La terza carica dello Stato ha richiamato l’appello a fermare l’esaperazione dei toni fatto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Credo - ha sottolineato - che non si possa aggiungere nulla a quello che ha detto, sarebbero sufficienti quelle parole". Secondo Fini il monito di Napolitano dovrebbe essere "stella polare per tutti" Se questo auspicio dovesse verificarsi, ha aggiunto,"il nuovo anno comincerebbe davvero in un clima diverso".

Riforma della seconda parte della Costituzione Gianfranco Fini auspica che il 2010 sia l’anno della riforma della seconda parte della Costituzione. Il presidente della Camera chiede di partire da due questioni principali: il Senato federale e il rapporto tra legislativo ed esecutivo. "Auspico - sottolinea - che siano coinvolte tutte le voci in modo che si raggiunga la più larga maggioranza parlamentare possibile". Non si tratta, sottolinea, di esercitare soltanto "buona volontà", ma anche di cogliere una "concreta possibilità".
"Ho questa duplice certezza: una democrazia è tale quando combatte ogni atteggiamento eversivo e quando riesce e garantire tutte le libertà a partire da quella massima di espressione che è uno dei suoi pilastri" ha proseguito Fini.

"Affrontare rapporto tra potere legislativo ed esecutivo"
Tra le riforme urgenti da affrontare, per Gianfranco Fini, c’è quella del rapporto tra potere legislativo ed esecutivo. Il presidente della Camera lo ha sottolineato nel suo intervento alla cerimonia di scambio di auguri con la stampa parlamentare. "È necessario discutere nella nostra democrazia parlamentare del rapporto legislativo-esecutivo, con una gamma di possibili correzioni già dibattute in passato", ha sottolineato. E non si partirebbe da zero, ha sottolineato, visto che già esiste la bozza Violante. "Se c’è la volontà sappiamo da dove si può partire e cosa si può fare", ha spiegato. "Limiti a manifestazioni non è mostruosità" Non sarebbe una mostruosità o uno scandalo" estendere a tutte le manifestazioni politiche le norme anti-contestazioni vigenti per le campagne elettorali, così come proposto dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "Il divieto - dice Fini - c’è già e se fosse esteso non credo che attenterebbe alle libertà fondamentali. Anche se occorre - osserva Fini - fare attenzione a cosa vuole dire ’disturbò. Un cartello non lo è, una pietra si".

Il cardinal Bagnasco: possono tornare i mostri del passato Senza una svolta nel clima che "avvelena" la politica e crea "un senso di insicurezza e sfiducia", vi è il rischio che in Italia risuscitino "ombre e mostri passati": è il monito lanciato stasera dal presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, durante una messa celebrata per i parlamentari in vista del Natale. "Preghiamo - ha detto - perché i nuovi maestri del sospetto e del risentimento depongano le parole violente che, ripetute, risuscitano ombre e mostri passati".

La gente è stanca... "La gente è stanca e non merita" il clima di "odio" che "avvelena" la politica e il Paese, ha detto ancora  Bagnasco, durante la messa celebrata per i parlamentari italiani in vista del Natale. "Il messaggio del Natale - ha sottolineato il porporato - ritorna in tutta la sua bellezza e urgenza. Infatti esso sembra stridere rispetto al clima che stiamo vivendo come Paese". "Come è già stato rilevato da voci autorevoli, l'aria di odio personale avvelena la politica, fomenta la rissa, e sfocia in gravi e inaccettabili episodi di violenza", ha proseguito il presidente dei vescovi italiani, alludendo all'attacco subito dal premier Silvio Berlusconi. "La gente - ha continuato - è stanca e non merita questo. Senza un' evidente, onesta e concreta svolta si alimenta il senso di insicurezza, diminuisce la fiducia nelle Istituzioni, scoraggia la partecipazione alla vita del Paese, indebolisce la coesione sociale sempre doverosa e tanto più necessaria nei momenti di particolare difficoltà".

"L'Italia merita il meglio da voi" "La gente - ha spiegato il porporato - non desiste dalla fiducia e dall'impegno nella famiglia, nel lavoro, nella società". "Il nostro popolo - ha osservato - merita il meglio di tutti i responsabili, a qualunque livello e titolo, perché, al di fuori dei riflettori che a volte snaturano ed enfatizzano, porta avanti i propri doveri quotidiani con grande dignità, senso del dovere, con una serietà morale e capacità professionale che fanno onore al Paese in Italia e nel mondo". "Questo patrimonio non vogliamo sperperare mai, né possiamo permettere - ha ammonito - che si annebbi dietro a settarismi che nulla hanno a vedere con la dialettica culturale, politica e sociale. Questa mira a costruire, quella vuole distruggere".